Omicidio in via Roma a Scampia: il passato di Uccello e le diverse ipotesi degli investigatori
Napoli, 20 ottobre 2026 — In una notte che ha fatto risuonare l’allarme tra i residenti della zona nord, Alessandro Uccello, 57 anni, originario di Marano, è stato ucciso lungo via Roma verso Scampia mentre tornava al carcere di Secondigliano dopo una giornata trascorsa in regime di semilibertà. L’episodio, estremamente rapido, ha immediatamente riacceso l’attenzione degli inquirenti sulle dinamiche criminali dell’area, con particolare riferimento al passato della vittima e ai rapporti che potrebbe aver mantenuto negli anni di detenzione.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, l’attenzione degli inquirenti si concentra non solo sull’esecuzione in sé, ma anche sul tema centrale di come la vittima sia potuta tornare a confrontarsi con ambienti criminali in un contesto così delicato dopo un lungo periodo di detenzione. L’indagine, affidata ai Carabinieri sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia, procede su più fronti: dalla lettura delle immagini registrate dalle telecamere all’analisi delle dichiarazioni dei testimoni, fino alla verifica di possibili collegamenti tra vecchi contrasti e i contorni del possibile movente.
La ricostruzione dei fatti, al momento, non offre risposte definitive. Le prime testimonianze hanno raccontato l’immediata sequenza di spari e la successiva fuga, ma non hanno chiarito l’identità degli aggressori né la loro numerosità. Le telecamere lungo via Roma verso Scampia e nelle vie adiacenti costituiscono il primo tassello della verifica: gli investigatori cercano di stabilire il percorso degli assassini, i mezzi impiegati e se sia stato usato uno scooter per raggiungere la vittima e per guadagnare rapidamente la fuga. La dinamica, a quanto emerge, sembrerebbe indicare un’azione mirata, eseguita in pochi attimi, ma resta da verificare con nitidezza l’intero contesto dell’azione.
Tra le ipotesi al vaglio degli uomini dell’Arma c’è quella della vendetta maturata nel tempo, potenzialmente legata a vecchi contrasti. Ma non viene escluso neppure che possa trattarsi di una parte di una più ampia frizione tra ambienti criminali dell’area nord di Napoli. È una delle questioni al centro dell’indagine: capire se l’obiettivo sia stato scelto per ragioni intrinseche al passato della vittima oppure se l’episodio sia maturato in un contesto di conflitto presente e immediato.
Il quadro rischia di complicarsi anche dall’esame del profilo della vittima. Uccello, condannato in via definitiva per un omicidio maturato nel 2016 a Marano, ha già incrociato nelle aule di giustizia una storia criminale che gli investigatori non intendono tralasciare. L’omicidio di Enrico Pezzella, 25 anni, avvenuto nell’aprile 2016 in via Falcone, resta una tappa cruciale per comprendere l’attuale contesto personale della vittima. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel delitto era legato a una tormentata vicenda familiare che ruotava attorno al fidanzamento tra Pezzella e la nipote di Uccello; nella ricostruzione processuale, però, l’ex detenuto ha avuto responsabilità apprezzabili nell’esito fatale, con condanne conseguite per entrambi.
Gli investigatori non tralasciano alcuna possibile chiave interpretativa: la vicinanza al carcere, la rapidità dell’azione, i timori di una regia longer-term o l’emersione di tensioni recenti potrebbero aver inciso sulle scelte dei colpevoli. Per ora resta fondamentale l’analisi delle evidenze materiali e delle testimonianze, che dovranno consentire di distinguere tra una logica di vendetta personale, una possibile ritorsione legata a rapporti criminali consolidati nel tempo o una combinazione di elementi più articolati.
Nei prossimi giorni, la ricostruzione delle ore precedenti all’omicidio e l’identificazione degli autori rimangono obiettivi prioritari: la quantità e la qualità delle prove acquisite dalle telecamere, la mappa dei movimenti della vittima e l’analisi dei rapporti interni agli ambienti criminali della zona potrebbero fornire risposte decisive. Gli investigatori restano cauti: ogni passaggio dovrà essere messo in relazione con i precedenti dell’uomo e con il contesto operativo dell’area, per offrire una lettura equilibrata tra responsabilità individuali e dinamiche criminali di più ampio respiro.
La strada resta irta di incognite, ma l’impegno delle forze dell’ordine è orientato a capire chi ha sparato, come è stato pianificato l’agguato e quale legame possa avere avuto con i contorni penitenziari dell’area napoletana. In attesa di sviluppi concreti, la priorità è portare chiarezza su un episodio che mette in discussione i contorni della sicurezza in una delle zone più delicate della città.
