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Venezia, agente della Polizia di frontiera marina trovato morto negli spogliatoi del Tronchetto: indagini in corso

Venezia, agente della Polizia di frontiera marina trovato morto negli spogliatoi del Tronchetto: indagini in corso

Venezia, agente napoletano di 37 anni trovato morto negli spogliatoi: attenzione al benessere psicologico degli operatori

Una tragedia ha colpito gli uffici della Polizia di frontiera marina al Tronchetto, a Venezia: un agente di 37 anni, originario di Napoli, è stato trovato senza vita negli spogliatoi della sede. Le circostanze della morte sono al vaglio degli investigatori e al momento non sono note cause definitive; sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica dell’episodio avvenuto domenica 27 settembre.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo era giunto regolarmente al lavoro e, poco dopo l’inizio del turno, avrebbe lasciato momentaneamente il gruppo di colleghi. Intorno alle 13 è stato ritrovato privo di vita all’interno della struttura portuale veneziana. Stando alle informazioni disponibili, la scoperta è stata effettuata dai colleghi in servizio in turno. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, sono in corso verifiche per chiarire le circostanze esatte della tragedia.

L’identità dell’agente è stata resa nota: Ciro Esposito, 37 anni, originario della provincia di Napoli. Aveva vestito la divisa della Polizia di Stato dal 2015 e, da diversi anni, prestava servizio a Venezia. Negli ultimi tempi era stato assegnato al reparto di Polizia di frontiera marina, impegnato nelle attività di controllo e sicurezza nell’area portuale e lagunare.

La perdita ha provocato una ferita profonda tra i colleghi. Un collega lo ricorda come una persona riservata e tranquilla: “Era un ragazzo tranquillo, una brava persona – ha raccontato – mai avrei pensato vivesse un simile dramma”. Il dolore della notte veneziana si è subito esteso agli uffici della polizia cittadina, dove la notizia ha lasciato sgomenti chi aveva lavorato con Esposito.

Anche a livello sindacale sono giunti segnali di cordoglio. Franco Maccari, vicepresidente nazionale del sindacato Fsp Polizia di Stato, ha espresso pubblicamente il lutto ricordando l’importanza di non sottovalutare i segnali di sofferenza che possono emergere tra gli operatori. “Un altro poliziotto che ci lascia”, ha scritto sui social, richiamando l’attenzione sul tema del benessere psicologico tra chi lavora sul campo.

Il caso riaccende la riflessione sul tema della salute mentale nel corpo di polizia, già al centro delle richieste delle rappresentanze sindacali. Le organizzazioni chiedono strumenti di prevenzione e percorsi di sostegno facilmente accessibili agli operatori, soprattutto in contesti ad alto stress come quello lagunare. Saranno gli accertamenti a chiarire se elementi di contesto o condizioni individuali abbiano influito sull’esito della tragedia, ma resta la necessità di offrire ascolto e supporto alle persone in difficoltà affinché segnali di disagio non restino silenti.

La comunità professionale veneziana e i familiari hanno diritto a verità e rispetto della dignità della vittima. Nel frattempo, la città di Venezia si trova a fare i conti con una perdita che colpisce non solo una famiglia, ma l’intero esercito di chi lavora quotidianamente per garantire sicurezza e ordine. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e per definire eventuali sviluppi futuri.

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