A Pianura la protesta contro i siti di stoccaggio dei rifiuti promossi da Asia Napoli non rallenta: i residenti chiedono chiarezza sulla scelta dell’area in via Picasso per un nuovo sito di trasbordo, invocando una gestione più attenta della convivenza urbana.
La scelta dell’area non è solo una questione di logistica. Secondo i promotori della mobilitazione, quel terreno sarebbe collegato a una storia di attese cittadine: lì, da anni, era stato prospettato il Palazzetto dello Sport comunale, una struttura che doveva diventare un punto di riferimento per sport e socialità del quartiere. La collocazione del nuovo impianto, spiegano gli attivisti, potrebbe quindi intrecciarsi con un simbolo di investimento pubblico atteso da tempo, alimentando la tensione tra utilità ambientale e qualità della vita quotidiana. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it,
Intanto, già dalle prime ore del mattino, l’area ecologica di via Nelson Mandela è stata oggetto di code interminabili. Autocarri e furgoni, in gran parte di natura commerciale, si sono allineati all’ingresso per conferire rifiuti ingombranti e speciali, provocando pesanti ripercussioni sulla viabilità lungo una delle arterie parallele a via Picasso, nell’area dell’ex Polo Artigianale. Una scena che ha accentuato la percezione di una gestione dei flussi che appare ormai fissa in un contesto di corsie congestionate e disagi quotidiani per i residenti.
A mettere il focus sulla dimensione locale è Pasquale Strazzullo, ex consigliere municipale e presidente dell’associazione Territorio in Guardia, da tempo impegnata su ambiente, sicurezza e legalità nel quartiere. «È del tutto assurdo e irragionevole continuare a collocare strutture di questo tipo “all’aperto” a ridosso di centri abitati e attività commerciali», osserva l’esponente civico. «I cittadini sono costretti a subire quotidianamente inquinamento acustico, impatto ambientale, ingorghi stradali e un generale incentivo al degrado urbano».
Ma non è solo una questione di insofferenza: Strazzullo contesta anche l’efficacia intrinseca delle strutture già operative. «Tra l’altro, si tratta di strutture che non hanno mai dimostrato reale efficacia: le strade di Pianura continuano a essere costantemente stracolme di rifiuti ingombranti abbandonati», prosegue l’attivista, sottolineando la necessità di una valutazione più seria delle ricadute reali sul territorio.
La contestazione al progetto di via Picasso si fa quindi portatrice di un contesto più ampio: denunciare una gestione che, secondo gli attivisti, sarebbe stata annunciata con ritardo e con strumenti ritenuti inadeguati a tutelare la vivibilità del quartiere. «Batterci contro la nuova struttura di via Picasso è un dovere, anche se la reazione delle istituzioni arriva drammaticamente in ritardo rispetto alle esigenze del territorio», ha concluso Strazzullo, offrendo una lettura dura ma coerente con le richieste di chi vive quotidianamente tra cantieri, traffico e rumore.
Il dibattito, dunque, resta aperto: da una parte la necessità di una gestione integrata dei rifiuti e di soluzioni logistiche che non compromettano la qualità della vita, dall’altra una comunità che chiede certezze, tempi certi e controlli efficaci. Nel mezzo, Pianura continua a chiedere risposte concrete sul futuro degli impianti e sul destino degli spazi destinati a trasformarsi in ferite o in opportunità per il quartiere.
