Il consiglio regionale ha stanziato 7 milioni per i comuni dei Campi Flegrei. Per Pozzuoli il nodo non è la cifra in sé, ma come verrà spesa per ridurre il rischio vulcanico e mettere in sicurezza servizi e vie di comunicazione.
Sette milioni dalla Regione per i comuni dei Campi Flegrei: per Pozzuoli non è una mancia, ma un banco di prova. Il presidente Fico ha ribadito che «Pozzuoli non è mai stato abbandonato»; resta però il problema pratico di trasformare quelle parole in cantieri, sistemi di allerta e interventi visibili per i cittadini.
La posta in gioco è chiara: non bastano annunci retorici quando si parla di un territorio con criticità sismiche e vulcaniche note. Fondi così limitati vanno concentrati su misure che migliorino la resilienza immediata — potenziamento del monitoraggio geochimico e geofisico, manutenzione delle sirene e dei sistemi di comunicazione d’emergenza, messa in sicurezza delle vie di fuga e interventi puntuali su infrastrutture strategiche che rischiano di isolare quartieri in caso di evacuazione.
Dal punto di vista operativo la parola d’ordine è coordinamento. Il Comune di Pozzuoli dovrà lavorare con la Prefettura, la Protezione Civile regionale e l’Osservatorio Vesuviano per trasformare i 7 milioni in progetti cantierabili: piani esecutivi, gare trasparenti e priorità geografiche chiaramente motivate. Senza un cronoprogramma e criteri pubblici di assegnazione, il rischio è che i soldi finiscano diluiti in interventi poco efficaci o in opere dal ritorno simbolico ma limitata utilità per la sicurezza reale.
La politica locale ha un ruolo cruciale e visibile: sindaco, assessori e consiglieri devono spiegare ai residenti perché certe strade, piazze o impianti vengono scelti prima di altri. In una città che vive il rapporto con il vulcano ogni giorno — tra Solfatara, Rione Terra e le aree costiere — la legittimazione delle scelte passa per la trasparenza e la rendicontazione pubblica. D’altra parte la pressione sociale è comprensibile: i cittadini chiedono risposte concrete, non promesse elettorali; e la macchina amministrativa deve dimostrare che è capace di portare a terra interventi rapidi e verificabili.
Se la Regione ha messo sul tavolo 7 milioni, il vero tema è farne il più possibile uno strumento di prevenzione e non un fatto esclusivamente politico. Per Pozzuoli significa scegliere priorità che creino sicurezza tangibile: monitoraggio continuo, percorsi di evacuazione praticabili, piccoli ma decisivi interventi infrastrutturali. È questa la misura che dirà se, oltre alle dichiarazioni, c’è una strategia vera per la città.
