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Sette milioni ai Campi Flegrei, l’occasione per blindare l’acqua pubblica

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La Regione ha stanziato 7 milioni per i Comuni dei Campi Flegrei. Perché l'investimento tenga e l'acqua resti pubblica servono clausole, vincoli amministrativi e misure concrete condivise fra istituzioni e cittadini.

Sette milioni dalla Regione per i Comuni dei Campi Flegrei: una boccata d’ossigeno che rischia però di restare inefficace senza garanzie concrete perché l’acqua resti pubblica.

Il contributo annunciato mette sul tavolo risorse utili per Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e gli altri centri flegrei, ma il problema non è solo quanto: è come vincolare quei fondi perché diventino leva per una gestione pubblica solida e trasparente, e non una toppa immediata su bilanci fragili. L’ABC ha chiesto garanzie: non è un richiamo ideologico, è la richiesta pragmatica di chi gestisce la rete e sa che i nodi veri sono amministrativi e finanziari, non solo tecnici.

La prima misura pratica è semplice da scrivere e difficile da evitare: rendere lo stanziamento vincolato a un piano triennale di investimenti approvato congiuntamente da Comune, Provincia metropolitana e Regione, con verifica semestrale pubblica. Vuol dire che i soldi non possono finire in spese correnti e che i lavori anti-perdita, la telelettura dei contatori e la manutenzione ordinaria vengono priorizzati. Accanto al piano, serve una clausola statutaria che impedisca la cessione di asset o la privatizzazione dei servizi finanziati con quei fondi, così che l’intervento regionale rafforzi la proprietà pubblica e non la svenda.

Sul versante amministrativo servono regole per gli appalti: procedure trasparenti, gare aggregate per coste comuni e controllo prefettizio sui contratti sensibili, perché la frammentazione territoriale è uno dei fattori che alza i costi e abbassa la qualità del servizio. Per gli utenti, invece, le misure pratiche sono tariffe sociali realmente targettizzate, sportelli unici per segnalazioni e rimborsi rapidi per disservizi certificati. Un fondo di garanzia regionale per la manutenzione straordinaria potrebbe evitare che piccoli Comuni, schiacciati da patto di stabilità e debiti, vendano quote o servizi pur di chiudere i conti.

La sfida politica è trasformare un’iniezione di risorse in un patto di lungo periodo: più controlli indipendenti, trasparenza nei bilanci dell’ABC, impegni vincolanti sui tempi di realizzazione degli interventi e strumenti partecipativi per i cittadini. Senza queste condizioni, i sette milioni rischiano di essere ricordati come un aiuto estemporaneo. Se invece diventeranno il primo passo di una governance condivisa e blindata, i Campi Flegrei potranno mantenere l’acqua pubblica non come slogan, ma come servizio efficiente e duraturo.