Un blitz inaspettato ha riportato l’attenzione sulla questione della legalità balneare a Coroglio, un’area amata dai napoletani ma spesso al centro di polemiche per abusi e incuria. Il deputato Francesco Emilio Borrelli, insieme all’attivista Roberto Russo e al membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde, Rosario Pugliese, ha fatto visita a un lido abusivo che operava in una zona vietata alla balneazione a causa dell’inquinamento. Quella giornata si è trasformata in una vera e propria operazione mirata a salvaguardare la salute pubblica.
Stando a quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la scoperta ha rivelato un’attività illecita che affittava lettini e ombrelloni senza alcuna autorizzazione, mentre un bar improvvisato – completo di frigoriferi carichi di bevande – accoglieva i bagnanti. Alla vista dell’excursus parlamentare, i gestori abusivi si sono rapidamente allontanati, lasciando sul posto circa duecento ombrelloni e sedie, così come le polemiche legate a un episodio recente in cui alcuni cittadini erano stati allontanati con la forza perché tentavano di godere della sabbia con i propri ombrelloni.
L’azione di Borrelli non è stata solo una mera dichiarazione di intenti. “Quello che ho constatato è l’ennesima dimostrazione di arroganza da parte di chi occupa indebitamente aree pubbliche, ignorando i divieti e mettendo a rischio la salute dei cittadini”, ha affermato il deputato. Con una piccola autorizzazione a due passi, in un lido comunale regolarmente autorizzato e attrezzato di tutti i comfort, la situazione è parsa ancor più incongruente.
Le parole di Borrelli hanno un peso particolare per una comunità che chiede sicurezza e rispetto delle regole. Il deputato ha lanciato un appello accorato all’amministrazione locale affinché intensifichi controlli e interventi contro chi si impossessa di spazi pubblici, specialmente nelle zone impervie dove la balneazione è fortemente sconsigliata.
La domanda ora è: le istituzioni sapranno ascoltare? La situazione nelle aree balneari di Napoli non è nuova e la percezione del degrado e dell’illegalità mettono a rischio la serenità e la salute dei cittadini. È imprescindibile che i residenti, i commercianti e i turisti possano godere del litorale in condizioni di sicurezza, e questa vicenda solleva interrogativi sulle future strategie di controllo.
Il territorio, una volta di più, si trova a un crocevia: da un lato, l’amore per le sue bellezze naturali e il desiderio di fruirne, dall’altro, la preoccupazione per una gestione non sempre chiara delle aree pubbliche. È un tema che riguarda tutti, nessuno escluso, e un richiamo a una discussione più ampia su cosa significhi vivere e lavorare in un contesto urbano dove illegalità e degrado sembrano purtroppo ancora all’ordine del giorno.
Ora tocca ai napoletani riallacciarsi a questa vicenda, per chiedere non solo interventi repressivi ma una visione a lungo termine che tuteli la bellezza della nostra costa. La città merita risposte e azioni concrete, non solo parole o promesse.

