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Tassisti paralizzano Napoli: corteo contro abusivi e multinazionali fino alle 22
Sciopero tassisti Napoli: caos totale in centro, clacson e rabbia contro abusivi e multinazionali.
Piazza Garibaldi paralizzata dalle 8 di mattina. Centinaia di taxi gialli bloccano il traffico, sirene spiegate. I tassisti napoletani marciano compatti lungo corso Umberto I, diretti a piazza del Plebiscito.
La protesta infuria. Al centro, la concorrenza sleale degli abusivi che rubano clienti ai semafori e delle app straniere che inondano la città.
Napoli freme. Il cuore pulsante del centro si ferma sotto il Vesuvio. Pendolari a piedi, autobus inchiodati. Urla e striscioni: “Basta furti, difendiamo il nostro pane”.
Un tassista di Forcella, microfano in mano, tuona: “Questi abusivi ci ammazzano, e le multinazionali ci schiacciano con tariffe da fame. Oggi marciamo per i napoletani onesti”.
Le forze dell’ordine presidiano ogni incrocio. Bloccano via Toledo, deviano il traffico verso i Quartieri Spagnoli. Tensione palpabile, ma finora tutto sotto controllo.
La rabbia sale da anni di lamentele. Licenze decennali contro chi opera nell’ombra. Uber e Bolt? Nomi tabù per i tassisti, che accusano dumping e evasione.
Corso Umberto brulica di curiosi. Turisti con valigie in mano, napoletani che applaudono dai balconi. “È ora di reagire”, sussurra un residente di Montesanto.
Il corteo arriva a Plebiscito. Davanti alla Prefettura, i leader chiedono un summit urgente. La città trattiene il fiato fino alle 22.
Cosa deciderà il Prefetto? Gli abusivi spariranno? Napoli troverà pace nel caos quotidiano della mobilità? La protesta non si ferma qui.
