Editoriale
Shock Garlasco: Stasi verso 6 milioni per ingiusta detenzione
Pavia, il delitto Garlasco torna a infiammare l’Italia. Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, potrebbe ottenere una revisione del processo e un risarcimento da 6 milioni e mezzo di euro.
Ieri, 7 maggio 2026, la Procura di Pavia ha chiuso le indagini su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Per i pm, è lui l’unico assassino. Uccisa barbaramente il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia.
Stasi, in semilibertà dal carcere di Bollate, esce di giorno per lavorare come contabile. Di notte, torna in cella. Ha scontato 11 anni. “Provo un senso di fiducia e speranza. Non si deve avere paura della verità”, diceva nell’intervista a Le Iene, ritrasmessa ieri sera.
Quelle parole, un anno fa, oggi pesano come macigni. Sempio, 37 anni, indagato per omicidio volontario aggravato. Movente passionale. Una dinamica nuova, finora ignota.
La famiglia Poggi non molla. Rita e Giuseppe indicano sempre Stasi. Marco, il fratello, difende Sempio a spada tratta. “Non credo alla sua colpevolezza”, ha ripetuto come testimone.
Se la revisione scatta, lo Stato pagherà caro. Circa un milione per i 4mila giorni di carcere. Più danni morali, psicologici, spese legali. Il padre di Stasi è morto di malattia autoimmune, forse per lo stress.
“La mia routine è simile a quella di chi non è in galera: lavoro, pausa pranzo, poi Bollate”, confida Stasi. Soffre, ma tiene duro. “In carcere vedi cose che fuori non vedi”.
Il procuratore Fabio Napoleone spedirà gli atti alla Procura Generale di Milano. Per spingere la revisione. Ma chi è davvero l’assassino di Chiara? Sempio o Stasi? L’Italia trattiene il fiato.
