Ultime Notizie
Shock a Napoli: 4 giovani arrestati per rapina violenta a minorenne
Un coltello alla gola di un ragazzo di 17 anni, in piena piazza. Quattro giovani lo accerchiano, lo scaraventano a terra e gli strappano la bici elettrica. Terrore a San Prisco, cuore pulsante della provincia napoletana.
Era la tarda serata del 3 ottobre. Piazza Mazzini brulicava di vita quotidiana. Il minore, ospite di una comunità per ragazzi non accompagnati, pedalava tranquillo sulla sua e-bike. Improvvisamente, il buio si fa minaccia.
Quattro coetanei, tra i 18 e i 20 anni, tutti connazionali, lo circondano. Uno estrae un coltello a scatto e glielo punta al collo. “Dammela o ti taglio”, ringhia. Il ragazzo resiste. Vane speranze.
Gli altri lo bloccano da dietro. Pugni, spinte violente. Lo buttano giù come un sacco. Uno afferra la bici e via. Rapina aggravata, in concorso. L’incubo dura secondi eterni.
Per fortuna, una pattuglia dei Carabinieri di San Prisco transita per caso. I rapinatori mollano tutto e fuggono nel buio della Domiziana. La bici recuperata, restituita al ragazzo ferito.
Le indagini partono immediate. Denuncia dettagliata della vittima. Immagini, testimoni. I militari della Stazione di San Prisco identificano tutti e quattro.
Non basta. Uno dei quattro, già noto, aveva vandalizzato un monumento garibaldino alla villa comunale di Santa Maria Capua Vetere. Notte tra 21 e 22 settembre. Foto su social, traccia fatale.
I Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere eseguono l’ordinanza del Gip. Carcere per tutti. La Procura, con il procuratore Pierpaolo Bruni, coordina.
“È stata una corsa contro il tempo per proteggere i più deboli”, dice il maresciallo capo della stazione di San Prisco, intervistato sul posto. “Questi giovani pensavano di farla franca, ma la piazza ha occhi”.
Napoli e il suo hinterland tremano. Quartieri come San Prisco, a due passi dalla frenesia casertana, diventano teatro di queste storie. Urgenza palpabile tra i cittadini.
E ora? I ragazzi in cella, innocenti fino a sentenza. Ma la paura resta. Quante altre bici nel mirino? La città discute, indignata. Chi fermerà la prossima lama?
