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Ponticelli in lutto: studenti uniti per Lyuba e Sara, arte e sport contro il femminicidio
In un angolo di Ponticelli, la sofferenza si trasforma in arte e sport per dire basta al femminicidio. La giornata di ieri ha visto studentesse e studenti della periferia orientale di Napoli scendere in campo per ricordare Lyuba e Sara, 49 e 29 anni, le cui vite sono state spezzate brutalmente e i cui corpi sono stati ritrovati in un cantiere a Pollena Trocchia. «Non possiamo restare in silenzio», ha affermato un giovane testimone, “dobbiamo alzare la voce per chi non può farlo”.
A presiedere l’evento, l’istituto “Sannino De Cillis” ha accolto il progetto “Differenze 2.0”, una rete nazionale voluta dalla UISP e sostenuta dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Il chiaro intento? Contrastare la violenza e promuovere la parità di genere. La dirigente scolastica Angela Mormone, collegata per salutare i presenti, ha rimarcato l’importanza dell’iniziativa: “Le nuove generazioni devono essere educate al rispetto”.
Tra gli intervenuti anche la consigliera regionale Assunta Panico, visibilmente commossa. “Non possiamo permettere che queste storie finiscano nel dimenticatoio”, ha dichiarato, mentre rappresentanti di UISP come Antonio Marciano e Carla Casapulla ribadivano l’urgenza di costruire una rete efficace di sostegno.
Ma gli studenti sono stati gli autentici protagonisti. Attraverso una performance coreografica, hanno messo in scena la violenza e il dolore, mentre la musica risuonava con il brano “Fuori dal gelo”, un’opera di Carla Casapulla interpretata da due talentuose ragazze. Le note vibranti hanno riempito il cortile, accogliendo anche un laboratorio di arrampicata, dove gli adolescenti hanno potuto superare barriere e stereotipi, in un clima di intensa inclusione.
“Ogni storia che raccontiamo è un passo verso la consapevolezza”, ha commentato Casapulla. “Il lavoro svolto con i ragazzi ci insegna che le differenze non possono mai essere motivo di odio”. Ma la domanda rimane: quanto ancora dovremo combattere per un futuro senza violenza? A Ponticelli hanno alzato la voce, ma il silenzio di troppi continua a pesare su questa città. È tempo di dare ascolto.
