Editoriale
Acerra, le mamme di Terra dei Fuochi: «Il Papa può darci speranza in un’avvelenata realtà»
Acerra si prepara a un evento storico: l’arrivo di Papa Leone XIV, il primo Pontefice a visitare la diocesi campana. Un momento che promette di scuotere le coscienze e portare un messaggio di speranza a chi vive nel cuore di un territorio segnato dalle sofferenze ambientali. La Cattedrale sarà il palcoscenico di testimonianze toccanti, ma nessuna è così intensa come quella di Antonietta Moccia, la fondatrice dell’associazione “Le mamme di Miriam”.
La sua storia, iniziata quattordici anni fa, è un viaggio di coraggio. Quando sua figlia, appena cinque anni, è stata colpita da un medulloblastoma al quarto stadio, Antonietta ha scoperto il significato della lotta quotidiana. «Siamo appena rientrate dall’ospedale, i controlli per noi sono una costante che non finisce mai», racconta con una voce che tradisce l’affetto e il dolore di una madre. Sebbene tre anni fa sia arrivata la notizia che la ragazza è fuori pericolo, le cicatrici di quel percorso rimangono visibili. E il suo richiamo alla comunità è chiaro: «Chiederò al Papa di non lasciarci soli».
Ad Acerra, la connessione tra ambiente e salute è un tema delicato e spesso ignorato. Antonietta ha un messaggio pressante per le istituzioni: «Abbiamo percepito una forte distanza e una mancanza di ascolto reale. I dati parlano chiaro: c’è bisogno di risposte tempestive». La sua voce si unisce a quella di altre famiglie, formano un coro di richiesta di attenzione e intervento.
L’incontro di domani rappresenta un momento di profonda consolazione per l’intera comunità. «Ci sono nuclei familiari che combattono ogni giorno e altri che purtroppo hanno perso i propri cari», continua Antonietta, riflettendo sulla vulnerabilità di una realtà in cui il malessere ambientale continua a mietere vittime. La presenza del Papa non è solo un segnale; è un’opportunità. «Speriamo che il suo abbraccio possa fungere da balsamo per le nostre anime e da stimolo per chi ha la responsabilità di agire».
Ma la domanda rimane: riuscirà questo incontro a dare voce a chi, da troppo tempo, è inascoltato? Le famiglie di Acerra aspettano una risposta, ma il tempo stringe, e la comunità è pronta a farsi sentire.
