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Napoli trema: omicidio Musella, vendetta trasversale alle Pazzignane
Cinque colpi nel buio di Ponticelli. Antonio Musella, 51 anni, crivellato nel suo furgone al rione Lotto 6. Napoli Est trema ancora.
Era la routine di ogni notte. Il fruttivendolo, noto come “‘o muccuso”, saliva sul mezzo per andare al mercato di Volla. Intorno alle due, un sicario con passamontagna si affianca. Spara calibro 7,65. Torace e addome centrati. Musella muore all’Ospedale del Mare, tra le luci blu dei soccorsi.
La Squadra Mobile brucia le tappe. Ipotesi forte: vendetta trasversale. Un messaggio di piombo alle “pazzignane”, Vincenza Maione e Gabriella Onesto, sorelle della moglie di Musella. Figure chiave dei vecchi clan contro De Micco-Mazzarella.
Un mese fa, arresto del latitante Roberto Mazzarella. Grazie ai pentiti Luisa De Stefano e Tommaso Schisa, ex capi del clan. L’omicidio? Un monito ai familiari che collaborano. Ponticelli sa bene cosa significa: intimidazioni passate, paura che ritorna.
“È un’esecuzione chirurgica, non per il potere ma per il cognome”, dice un investigatore della Dda sotto anonimato. “Stiamo verificando ogni legame familiare. La sicurezza di chi resta qui è a rischio”.
Non solo camorra. Seconda pista: soldi. Musella aveva precedenti per estorsione e lesioni. Flussi di cassa nell’ortofrutta. Debiti? Usura? Un giro economico letale, lontano dalle faide pure.
L’escalation infuria. Ad aprile, Fabio Ascione ucciso innocente. Ponticelli soffoca sotto il piombo. Un testimone nel buio ha visto il sicario fuggire, forse con un complice su scooter.
Chi ha dato l’ordine? La rete si stringe su mandanti trasversali o creditori spietati. Napoli Est attende risposte, ma il prossimo colpo è nell’ombra.
