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Arzano choc: ennesimo blitz in centro massaggi a luci rosse, sequestri
Arzano brucia di nuovo. I carabinieri irrompono all’alba in un centro massaggi di via Enrico Medi, trasformato in un covo di prostituzione a luci rosse gestito da cinesi.
Il blitz è scattato ieri mattina. Militari in borghese fingono di essere clienti. Aprono la porta e bloccano tutti. Dentro, un 51enne di origine cinese, residente ad Arezzo, e una donna di 41 anni, entrambi titolari dell’attività.
“Credevano fossimo avventori normali, non hanno fiatato”, racconta il comandante della tenenza di Arzano, Raimondo Semprevivo, ai nostri microfoni. L’uomo guida l’operazione dopo mesi di pedinamenti.
Non è la prima volta. A marzo, lo stesso appartamento – un ex studio informatico in un palazzo residenziale a due passi da via Atellana – era già finito sotto sequestro. Annunci online virali promettevano “consulenze” speciali. Voci di strada rimbalzavano tra i palazzi: “Le ragazze cinesi, ottime”.
I carabinieri seguono la pista digitale e i bisbigli nei vicoli. Entrano e cristallizzano la scena. Piccola scrivania all’ingresso, cucina laterale. Poi il corridoio: quattro stanze con tende semitrasparenti al posto delle porte. Altre quattro donne asiatiche, in abiti succinti. Computer accesi, ma non per fix informatici. Luci soffuse, tutto pronto per il business illecito.
Sequestro immediato. L’appartamento sigillato di nuovo, videosorveglianze portate via. Materiale inequivocabile di prostituzione rinvenuto durante le perquisizioni. Denunciati in quattro per sfruttamento in concorso, tutti cinesi.
Arzano, quartiere sul filo del rasoio tra Napoli e la provincia, trattiene il fiato. Residenti increduli: “Qui vicino al supermercato, con famiglie ovunque. Chi controlla davvero questi posti?”. Le indagini proseguono. Quanti altri centri massaggi nascondono segreti? E quelle annunci online, da dove arrivano?
