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Napoli trema: 22enne partenopeo tra i ferri per rivolta nel carcere di Agrigento
Caos nel carcere di Agrigento: otto detenuti, incluso un 22enne napoletano, finiscono con le manette ai polsi dopo la rivolta furiosa di giovedì scorso. La casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” è stata teatro di ore di tensione pura.
Tutto è partito dal reparto “Sole”. Un semplice provvedimento disciplinare ha fatto scattare la scintilla. I detenuti si sono scagliati su un sostituto commissario e un agente della Polizia Penitenziaria. Hanno strappato le chiavi. Celle aperte in un lampo.
Il pandemonio si è diffuso come un incendio. Quadri elettrici distrutti. Estintori scaraventati a terra. Brande e frigoriferi ammassati in barricate per bloccare i corridoi. I carrelli dei pasti? Trasformati in arieti contro i cancelli.
La Polizia Penitenziaria in assetto antisommossa ha dovuto isolare i rivoltosi. Ore di lavoro per riprendere il controllo. “È stato un inferno, hanno aperto tutto e non si fermavano”, ha raccontato un agente presente, ancora scosso.
Tra i otto convalidati dal gip Michele Dubini c’è Giovanni Arno, 22 anni, di Napoli. Un ragazzo dei vicoli partenopei finito in questa bolgia siciliana. Con lui Diego Fortezza da Siracusa, Salvatore Condorelli e Sebastiano La Torre da Catania, Davide Bonaccorso da Messina, Angelo Fernandez e Kevin Dragotto da Palermo, Giovanni Linares da Siracusa.
A Napoli, la notizia rimbalza veloce nei Quartieri Spagnoli e a Scampia. Un altro figlio della città in catene. Le famiglie attendono. La tensione in carcere resta alta.
Cosa succederà ora in quel reparto “Sole”? I disordini torneranno a esplodere? La città partenopea trattiene il fiato.
