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Napoli, orrore in casa: 26enne colpisce compagna con smartphone davanti alla figlia
Napoli, via Foria, l’1.20 di notte. Una giovane peruviana di 25 anni barcolla sul marciapiede, il viso un lago di sangue, in braccio la figlia di 4 anni terrorizzata.
I carabinieri del Nucleo Radiomobile la vedono subito. Stanno controllando la zona, cuore pulsante del centro storico. La fermano. Lei, tremante, racconta: aggredita dal compagno in casa, a due passi da lì.
L’uomo, un 26enne peruviano, l’ha presa a botte senza pietà. Pugni alla testa. Poi lo smartphone usato come mazza. Tutto davanti alla bimba, che ha visto l’incubo.
“Il sangue colava ovunque, lei urlava ma lui non si fermava”, riferisce un carabiniere intervenuto. Urgenza palpabile in quella via Foria che non dorme mai.
Il 118 arriva di corsa. Codice rosso per lei, dritta all’Ospedale del Mare. Condizioni serie, ma non in pericolo di vita. La piccola, sotto shock, finisce con la nonna materna.
I militari non perdono tempo. Lo conoscono: già denunciato da lei l’anno scorso. Lo rintracciano rapido. Ammanettato e via, in carcere.
Accuse pesanti: tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia. La casa in via Foria diventa scena del crimine. Napoli trattiene il fiato.
Quella bimba ha visto troppo. Quante storie così nei vicoli del Rione Sanità, a un passo? L’uomo parlerà? La ferita più profonda rimarrà aperta?
