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Napoli travolta da OBEY: «Power to the peaceful» alle Gallerie d’Italia

Napoli travolta da OBEY: «Power to the peaceful» alle Gallerie d’Italia

Napoli si sveglia con un murales gigante che sfida i palazzi barocchi del centro. Alle Gallerie d’Italia, apre la mostra OBEY: Power to the peaceful, dedicata al re della street art Shepard Fairey.

Dal 6 maggio al 6 settembre 2026, Palazzo Zevallos Stigliano in via Toledo diventa tempio della ribellione artistica. Intesa Sanpaolo spalanca le porte a Obey, l’uomo dietro il poster iconico di Obama e i manifesti di Andre the Giant.

Shepard Fairey, pseudonimo Obey, infiamma le strade dal 1989. Ora invade Napoli, con opere che gridano pace e protesta. Curata da Giuseppe Pizzuto, la mostra mescola gigantografie e installazioni tra stucchi seicenteschi.

La città freme. Via Toledo, cuore pulsante tra Chiaia e il Vomero, vede code già immaginarie. Turisti e napoletani si preparano allo scontro tra graffiti urbani e heritage antico.

“Obey non è vandalismo, è un urlo contro il potere. Napoli lo capirà alla grande”, dice Giuseppe Pizzuto, curatore della mostra, con gli occhi che brillano tra le sale affrescate.

Le opere esplodono sui muri: pace armata, volti anonimi che fissano il visitatore. Un mix che divide. I puristi storcono il naso, i giovani urlano sì.

Napoli, terra di murales spontanei nei Quartieri Spagnoli, accetta la sfida? O la street art di Obey finirà per litigare con i vicoli stretti? La città aspetta, col fiato sospeso.

Autore

Redazione

Segue con attenzione l'evoluzione della società e le sue sfide quotidiane. Come editor di Napolive, si impegna a offrire contenuti che stimolino il dialogo e la riflessione. La sua curiosità e capacità di ascolto lo portano a esplorare argomenti di rilevanza attuale, cercando sempre il legame tra le notizie e le esperienze delle persone. Crede che la comunicazione sia un ponte fondamentale per comprendere il mondo che ci circonda.