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Napoli, terrore a Porta Capuana: coltello al barista, fermato in extremis
Un coltello balena sotto il sole di piazza San Francesco, a Napoli. Un barista trema, la clientela fugge: un uomo di 41 anni, originario del Burkina Faso, ha minacciato tutti con la lama affilata.
Erano le ore calde del pomeriggio di lunedì 11 maggio, in zona Porta Capuana. Il quartiere, ancora sotto shock per la rissa mortale della sera prima, è esploso di nuovo. L’aggressore, fuori di sé, ha estratto un coltello a serramanico con lama da otto centimetri. Urlava contro il dipendente del bar, pronto a colpire.
Panico puro tra i vicoli stretti. Madri con figli per mano, pendolari di ritorno dal lavoro: tutti testimoni di un dramma che poteva finire in sangue.
La polizia è arrivata come un fulmine. Volanti con i lampeggianti, agenti scesi di corsa. Hanno bloccato l’uomo a mani nude, sequestrando l’arma. Arresto immediato, senza un graffio.
“Ho visto la lama luccicare, pensavo fosse la fine”, racconta un testimone, il caffè ancora stretto in mano. “Quei poliziotti sono stati eroi, altrimenti chissà”.
Porta Capuana ribolle. Controlli serrati dopo la tragedia recente, ma la tensione resta alta. I residenti chiudono porte a chiave presto, gli occhi guizzano agli angoli.
Quanti altri coltelli nascosti nei pantaloni? La città attende risposte, mentre la piazza riprende fiato. E se domani ricominciasse?
