Editoriale
Napoli, la madre di Domenico Caliendo chiede giustizia: «Serve chiarezza sul risarcimento!»
Il pulsare della vita a Napoli si ferma, almeno per un momento, per ascoltare il grido dilaniante di Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo. «Non c’è stata sufficiente trasparenza su quanto accaduto in sala operatoria», afferma con la voce che trema di emozione. Il dramma del piccolo, morto all’ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore fallito, è una ferita aperta nel cuore della città.
La vicenda del piccolo Domenico, appena due anni e mezzo, si è trasformata in un caso che scuote le coscienze e accende le polemiche. Patrizia, con il suo sguardo pieno di rabbia e tristezza, chiede chiarezza non solo sull’intervento andato male, ma anche sulla gestione del risarcimento da parte dell’Azienda dei Colli. La situazione, portata alla luce dal legale della famiglia, l’avvocato Petruzzi, resta avvolta in un’ombra di incertezze.
«Siamo pronti a dialogare con la direzione – sottolinea la madre – ma vogliamo un confronto leale e costruttivo». La frustrazione è palpabile; la famiglia si sente abbandonata, come se il loro dolore fosse diventato un semplice numero in una pratica burocratica.
In questo contesto caotico, l’appello di Patrizia arriva anche al Ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Non dobbiamo dimenticare Domenico», insiste, mentre la sua voce risuona come un forte richiamo alla responsabilità istituzionale.
La città di Napoli osserva, in attesa di risposte che tardano ad arrivare. È un momento critico, in cui ogni minuto può far la differenza. Ma mentre la tensione cresce, la domanda rimane: quale strada intraprenderanno le autorità? E come si risolverà questo dramma che continua a tenere con il fiato sospeso una comunità intera?
