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La storia segreta di Villa Floridiana: il parco del Vomero

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Nel cuore pulsante del Vomero, Villa Floridiana Napoli nasconde un segreto borbonico che ancora oggi ferma il fiato ai napoletani. Immaginate una collina affacciata sul Golfo, dove re e duchesse giocavano a nascondino con la storia.

Correva l’anno 1815. Ferdinando IV di Borbone acquista una vasta tenuta sul Vomero. Non per sé. La regala alla seconda moglie, Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. Da lì il nome: Floridiana. La collina era perfetta. Lontana dal caos del centro, immersa nel verde, con vista mozzafiato sul mare.

Il re non si ferma. Compra terreni vicini. Trasforma tutto in un paradiso privato. Ma il Vomero cambia. La villa perde l’aria aristocratica. Diventa parco pubblico. Luogo di famiglie, studenti, turisti in fuga dalla frenesia napoletana.

Entra in scena Antonio Niccolini. Architetto geniale. Tra 1817 e 1819 ridisegna la villa in stile neoclassico. Crea un giardino all’inglese. Viali tortuosi. Scorci che sorprendono. Friedrich Dehnhardt, direttore dell’Orto Botanico, pianta palme, camelie, lecci. Ancora oggi quei pini sussurrano storie.

“È come camminare in un sogno ottocentesco, con Napoli ai tuoi piedi”, ci dice Maria Esposito, 72 anni, residente al Vomero che ogni mattina fa jogging tra le terrazze panoramiche. “Quei belvedere sul Golfo ti prendono l’anima”.

Oggi Villa Floridiana non è solo verde. Ospita il Museo Duca di Martina. Oltre seimila pezzi. Ceramiche, porcellane dall’Europa e dall’Oriente. Donati da Placido de Sangro, collezionista del secolo scorso. Un polo culturale nel caos del quartiere.

Napoli freme per questi angoli. Jogging all’alba. Picnic con vista Vesuvio. Ma il Vomero pulsa. La Floridiana resiste. Tra storia e folla quotidiana.

E ora? Con i turisti in aumento e il verde sotto pressione, reggerà questo gioiello borbonico? I napoletani lo difenderanno? La città attende.

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