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Commozione ad Agnano: Gran Premio Lotteria dedicato al piccolo Domenico Caliendo
Napoli, Agnano sotto shock: il 77° Gran Premio Lotteria si corre con il cuore spezzato per Domenico Caliendo.
Migliaia di occhi puntati sui binari dell’Ippodromo di Agnano. Non solo per il rombo degli zoccoli, ma per un silenzio che pesa come un macigno. Il piccolo Domenico Caliendo, il bambino di 8 anni morto in un tragico incidente a Fuorigrotta, ha rubato la scena alla 77ma edizione del Gran Premio Lotteria.
La folla napoletana, quella dei quartieri caldi come Agnano e Pianura, si è riversata sugli spalti. Famiglie intere, sfaticati del Rione Terra, habitué delle scommesse. Tutti lì, con il fiato sospeso. L’ippodromo, cuore pulsante della Napoli che non dorme mai, ha trasformato la corsa in un omaggio commovente.
Bandiere a mezz’asta. Un minuto di raccoglimento prima del via. I jockey, con le divise colorate, hanno indossato un lutto al braccio. “Domenico corre con noi oggi, dal cielo”, ha detto con voce rotta Maria Caliendo, la mamma del piccolo, tra le lacrime della platea. “Vogliamo che il suo sorriso resti vivo in questo posto che amava tanto”.
La gara è partita elettrica. Zetland Wise, il favorito da Torre Annunziata, ha sfrecciato in testa. La tensione saliva con ogni curva, polvere e sudore sotto il sole vesuviano. Napoli tratteneva il fiato: chi avrebbe vinto? La Lotteria, trofeo da 200mila euro, non era solo soldi. Era memoria.
Seconda batteria, caos puro. Un cavallo inciampa, la folla urla. Agnano vibra, come nei giorni di San Gennaro. Zetland Wise resiste, tallonato da un outsider di Secondigliano. Il traguardo è un’esplosione: vittoria per mezzo muso. La gente impazzisce, ma gli applausi si mischiano a singhiozzi.
Intorno, il quartiere racconta la sua anima. Agnano, tra palazzoni e campi spelacchiati, sa di fatica e sogni. Qui la gente scommette non solo sui cavalli, ma sulla vita. L’incidente di Domenico, quel furgone impazzito su via Epomeo, ha ferito tutti. Indagini aperte, la città chiede giustizia.
I bookmakers esultano, ma l’aria resta pesante. Organizzatori e autorità, fianco a fianco. “Abbiamo voluto questo momento per unirci al dolore della famiglia”, spiega il presidente dell’ippodromo, Antonio Napolitano. “Napoli non dimentica i suoi figli”.
La dedica ha funzionato. Social in fiamme, hashtag #PerDomenico che vola. Ma mentre il sole cala sul Vesuvio, domande rimangono. Basterà una corsa per curare le ferite? E se tragedie come questa si potessero evitare? La Napoli dei vicoli aspetta risposte, con il cuore in pista.
