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Bagnoli in subbuglio: migliaia invadono cantiere America’s Cup, «Giù le mani»
Bagnoli esplode: migliaia invadono il cantiere dell’America’s Cup, “Giù le mani dal nostro quartiere!”.
Centinaia, forse migliaia di persone hanno sfondato le recinzioni del cantiere a Bagnoli. È successo ieri, al termine del corteo del Primo Maggio. Urla, striscioni e tensione alle stelle nel cuore di Napoli Ovest.
Tutto è partito alle 10 da piazzale Tecchio. Attivisti, comitati cittadini e lavoratori precari hanno marciato compatti lungo via Diocleziano e via Corrado Barbagallo. Bagnoli, l’ex polmone industriale avvelenato dall’Italsider, ribolle da anni per i mega-lavori di riqualificazione legati all’America’s Cup.
I manifestanti non ce l’hanno fatta più. “Basta con i palazzi per i ricchi, vogliamo parchi e case per noi”, gridavano. Hanno forzato i cancelli, entrando nel sito dove gru e betoniere lavorano giorno e notte per ospitare la regata nel 2025.
La polizia è arrivata in fretta. Bloccata l’irruzione, ma non prima di attimi di caos. “Abbiamo trattenuto la folla, ma la rabbia è palpabile”, dice un funzionario delle volanti al megafono. Nessun ferito grave, ma tensioni alte.
Testimoni oculari parlano di un quartiere ferito. “Qui a Bagnoli non si respira bonifici veri, solo promesse per yacht miliardari”, racconta Maria, 52 anni, residente di via Aniello Palumbo. “I nostri figli meritano di meglio”.
La zona è un vulcano. Da Fuorigrotta a Coroglio, il malcontento monta. I lavori procedono, ma i comitati accusano: speculazione sul litorale, soldi pubblici buttati.
E ora? Le ruspe riprenderanno? O la voce di Bagnoli fermerà tutto? La città attende, e il dibattito infuria.
