Napoli, allerta rossa: il delivery dei Contini svela il business dei stupefacenti!

Napoli, allerta rossa: il delivery dei Contini svela il business dei stupefacenti!

Napoli – Bastava una semplice telefonata. In pochi minuti, la dose era servita, direttamente sotto il portone. Un sistema di delivery che rivalizza con il miglior servizio di pizza di Napoli. Ma dietro questa apparente efficienza si nascondeva l’oscuro potere del Clan Contini, una delle colonne portanti dell’Alleanza di Secondigliano.

All’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno sgominato un’operazione che ha portato all’arresto di 13 indagati: 6 in carcere e 7 agli arresti domiciliari, tutti accusati di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti. “Abbiamo colpito al cuore un’organizzazione che pensava di essere invulnerabile”, ha dichiarato un ufficiale dei Carabinieri, sottolineando la serietà dell’intervento.

L’indagine, guidata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, trae origine da una perquisizione effettuata nel 2022. Fu in quel frangente che gli investigatori rinvennero appunti di un importante esponente del clan. Ma non si trattava di semplici annotazioni: erano veri e propri registri contabili, contenenti nomi, cifre e direttive operative che hanno aperto la strada alla ricostruzione della “piramide dello spaccio”.

Dalle intercettazioni emerge una struttura rigidamente gerarchica. Al vertice, i “promotori”, menti strategiche legate ai capi clan; subito dopo, i “procacciatori” e i “corrieri”, incaricati di domandare e trasportare la merce. Un ruolo fondamentale, però, era riservato alle donne del clan, che si occupavano di nascondere i carichi di cocaina e marijuana, approfittando di una maggiore invisibilità agli occhi delle forze dell’ordine.

La gestione dello spaccio aveva raggiunto un livello tutto nuovo. Due piazze dedicate: una per la cocaina, l’altra per la marijuana, che rifornivano i quartieri di San Carlo all’Arena, Vasto, Arenaccia, Poggioreale, Mercato e Rione Amicizia. Nulla più di file sospette sotto i portoni: un esercito di pusher pronti a scattare in motorino, operando in turni ben organizzati, con stipendi giornalieri garantiti. Una vera e propria “catena di montaggio” criminale che, con l’ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli, ha subito un colpo durissimo.

Ma la domanda rimane: chi prenderà il posto dei leader arrestati? E quali ripercussioni avrà questa operazione sulla vita quotidiana nei quartieri più difficili di Napoli? La battaglia contro la criminalità è tutt’altro che finita.

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