C’è tensione nell’aria a Napoli, e non è solo per il caldo torrido di settembre. L’ombra del clan Amato-Pagano si fa sempre più presente. Il 27 settembre 2025, una “stesa” clamorosa ha squarciato la routine del Parco Verde di Caivano. Un gruppo di motociclisti armati ha messo in scena una vera e propria dimostrazione di forza, sprigionando terrore tra i palazzi.
L’eco dei colpi di pistola ha rimbombato fino a far tremare le finestre. “Erano almeno sei moto, un’invasione in piena regola”, ha raccontato un testimone, ancora scosso dal fragore della sparatoria. I carabinieri sono intervenuti, recuperando otto bossoli e avviando immediatamente le indagini.
Tre gli arresti scattati, con misure cautelari firmate dal gip Federica Girardi. Sono finiti in manette Antonio Cangiano, Salvatore D’Arco e Michael Rossi, tutti accusati di pubblica intimidazione e porto illegale di armi, aggravati dal metodo mafioso. Ma il raid non è stato un’azione isolata: almeno una dozzina di uomini ha partecipato all’operazione, una mossa strategica pensata nei minimi dettagli.
Le indagini hanno messo in luce un “basista” che risiedeva nel cuore del Parco Verde. È stato lui a garantire l’accompagnamento e a fornire indicazioni cruciali, dimostrando che, in questo territorio, le connessioni tra criminalità e locali sono profonde e radicate. Per gli inquirenti, la stesa è il segnale di un piano orchestrato, non un atto di follia.
Salvatore D’Arco ha attirato l’attenzione delle autorità per i suoi legami: ufficialmente residente a Scampia, il suo albero genealogico si intreccia con nomi pesanti della camorra. Fino a poco tempo fa incensurato, ora sembra essere il tassello di un mosaico più grande, dove ex-innocenti si trasformano in portatori d’arma per esercitare un potere ormai minacciato.
Ma chi ha avuto il coraggio di unirsi a questa spedizione? Al momento, ci sono almeno nove nomi ancora da identificare, quasi tutti provenienti da fuori Caivano. Figure anonime che sono entrate in scena per trasformare il Parco Verde in un palcoscenico di violenza.
Questo episodio non è solo un attacco al quartiere, ma un messaggio diretto sia ai rivali che allo Stato. La situazione si fa sempre più tesa mentre le indagini continuano e la paura serpeggia tra i residenti. Cosa ci riserverà il futuro? La risposta rimane avvolta nel mistero, ma la sensazione di un conflitto imminente è palpabile.