In un momento di transizione per Salerno, De Luca torna in scena con un appello appassionato per la sicurezza urbana, mentre la città si interroga sul futuro. #Salerno #DecoroUrbano #Sicurezza
Immaginate una città come Salerno, con le sue strade vibranti e i suoi vicoli affollati, che si trova improvvisamente al bivio tra il passato e un futuro incerto. È proprio in questo contesto, mentre il sindaco Vincenzo Napoli annuncia le sue dimissioni, che Vincenzo De Luca irrompe nella conversazione con un messaggio carico di urgenza, come un vecchio capitano che non può ignorare la burrasca in arrivo.
Nella sua diretta Facebook del venerdì, un rituale ormai familiare che lo vede parlare direttamente alle persone, De Luca – un tempo sindaco della città e per anni al timone della Regione Campania – inizia con un tocco personale, quasi confidenziale. «Sto frequentando la mia città, Salerno», dice, come se stesse invitando gli ascoltatori a camminare al suo fianco tra le piazze e i lungomari. Ma subito dopo, il tono si inasprisce, riflettendo le preoccupazioni che serpeggiano tra i residenti: la sicurezza sembra sfuggire di mano, con scene di disordine che lasciano un’ombra su questa comunità vivace.
De Luca dipinge un quadro vivido, uno di quei momenti in cui la quotidianità urbana si trasforma in allarme sociale. Parla di «La mattina presto troviamo sulle panchine bande di extracomunitari ubriachi, fatti di droga, impegnati a spacciare e a consumare. Fanno paura», parole che risuonano come un’eco delle paure di chi vive o lavora in queste aree. È un richiamo all’atmosfera tesa della movida notturna, dove il divertimento cede il passo a episodi di violenza e degrado, e dove le forze dell’ordine lottano per mantenere il controllo. Questa non è solo cronaca, ma un riflesso di come il tessuto sociale di Salerno stia affrontando le sfide di una città in evoluzione, con l’impatto che si fa sentire nelle famiglie e nei quartieri, alimentando un senso di vulnerabilità condivisa.
Per contrastare tutto ciò, De Luca delinea una visione pratica e decisa, quasi un piano d’azione per ridare fiato alla comunità. Propone di rafforzare i presidi notturni con «pattuglie specializzate» e «reparti speciali delle forze dell’ordine», coinvolgendo anche la Polizia Municipale e offrendo incentivi come «300-400 euro in più» per gli agenti in prima linea. E non si ferma qui: insiste su un intervento rigoroso, dichiarando «Serve un’azione dura contro chi gira con il coltello in tasca», collegando questo a un più ampio impegno per il decoro. Racconta, ad esempio, di un elettrodomestico abbandonato su un marciapiede, un piccolo episodio che simboleggia il declino civico, e promette controlli con le telecamere per educare al rispetto – un promemoria gentile, ma fermo, su come piccoli gesti possano influenzare la qualità della vita quotidiana.
Man mano che il discorso procede, è impossibile non cogliere l’eco di un impegno più profondo, un misto di nostalgia per i tempi in cui De Luca era al comando e una riflessione su come le comunità debbano evolversi. Il suo messaggio culmina in un appello diretto: «Dobbiamo spiegare a tutti che la ricreazione sta finendo. È finita. Meglio cominciare a comportarsi da persone civili e responsabili». Queste parole, pronunciate con la fermezza di chi ha visto Salerno crescere, invitano a un dialogo su responsabilità condivisa, ricordando come i problemi urbani non siano solo notizie, ma questioni che toccano il cuore delle persone, influenzando il tessuto stesso della città.
In fondo, mentre Salerno guarda avanti verso nuove elezioni, storie come questa sottolineano quanto la sicurezza e il decoro siano pilastri della vita comunitaria, invitando ciascuno a riflettere su come possiamo tutti contribuire a un ambiente più sicuro e unito.
