Sab. Gen 24th, 2026

Nuove minacce letali al deputato Borrelli a Napoli

Nuove minacce letali al deputato Borrelli a Napoli

A Napoli, le ombre della criminalità tornano a minacciare un deputato: “A Borrelli gli spezzo il collo, la prima volta si è salvato la seconda no. Il porco deve morire” #Napoli #LottaAlCrimine

Immaginate una Napoli vibrante e caotica, dove la lotta quotidiana contro il degrado e la sopraffazione si intreccia con la vita di chi osa sfidare lo status quo. Proprio qui, il deputato Francesco Emilio Borrelli, da anni impegnato in prima linea per denunciare la criminalità e il malaffare, si ritrova ancora una volta nel mirino di intimidazioni che lasciano il segno. Rocco Crispino, un pregiudicato già condannato in primo grado a due anni e mezzo di reclusione per un’aggressione avvenuta fuori dall’ospedale San Giovanni Bosco, ha lanciato un nuovo attacco attraverso i social media, con parole che riecheggiano l’eco di una vendetta incombente.

Queste minacce non arrivano isolate: “A Borrelli gli spezzo il collo, la prima volta si è salvato la seconda no. Il porco deve morire”, ha scritto Crispino, in un post dai toni crudi e inequivocabili. È un’esplosione di rabbia che coinvolge anche figure come Rosa e Anna La Malfa, legate alla recente sentenza del Tribunale, e che sottolinea come la partita contro il crimine in città resti tutt’altro che conclusa. In un contesto dove la violenza sembra ancora regnare sovrana, queste parole non sono solo un affronto personale, ma un duro promemoria di quanto il senso di impunità possa persistere, alimentando un ciclo di paura che colpisce l’intera comunità.

Borrelli, tuttavia, non si è fatto intimidire. Con la determinazione di chi ha visto Napoli da vicino, nei suoi vicoli e nelle sue battaglie, ha risposto con forza, interpretando questo episodio come un segnale di debolezza da parte dei clan locali. “Questi soggetti non si fermano nemmeno davanti alle condanne – ha dichiarato Borrelli – segno di un senso di impunità che va scardinato. Queste intimidazioni sono la prova che il nostro lavoro disturba i loro interessi. Non arretrerò di un millimetro: Napoli non può restare ostaggio di chi vive di violenza e prepotenza”. Nelle sue parole, c’è un’eco di resilienza che invita a riflettere su quanto queste minacce rivelino la fragilità di un sistema criminale messo sotto pressione, eppure ancora pericolosamente attivo.

Guardando oltre, Borrelli ha lanciato un appello alle autorità, chiedendo un controllo più stringente del territorio e pene certe per spezzare la cultura della sopraffazione che soffoca quartieri interi. È un richiamo che risuona come una speranza condivisa, un promemoria per tutti noi che, in una città come Napoli, la difesa della legalità non è solo un dovere istituzionale, ma un atto umano di coraggio collettivo.

Mentre le strade di Napoli continuano a raccontare storie di sfida e resistenza, episodi come questo ci spingono a chiederci quanto ancora ci vorrà per trasformare le parole in azioni concrete, rendendo la città un luogo più sicuro per tutti.

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