Sab. Gen 17th, 2026

Lutto per Rocco Commisso, guida della Fiorentina

Lutto per Rocco Commisso, guida della Fiorentina

Tristezza avvolge New York e Firenze per l’addio a Rocco Commisso, il visionario del calcio che ha conquistato i cuori. #AddioRocco #Fiorentina

Immaginate una mattina grigia a New York, dove il frastuono della città sembra attutito da un’onda di malinconia che si estende fino alle strade acciottolate di Firenze. Qui, il mondo del calcio ha perso un’icona: Rocco Commisso, il carismatico patron della Fiorentina, se n’è andato a 76 anni dopo una lunga battaglia con la malattia, lasciando dietro di sé un’eredità di passione e dedizione.

Nella quiete di una casa americana, circondato dall’amore dei suoi familiari, Commisso ha chiuso gli occhi per sempre. La sua famiglia – la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa, e le sorelle Italia e Raffaelina – ha condiviso il dolore con parole che risuonano come un eco personale: “Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”. È un ritratto intimo di un uomo che, al di là dei titoli e degli stadi affollati, è stato un pilastro per i suoi cari, un marito fedele che ha celebrato 50 anni di matrimonio con Catherine, e un padre che sapeva bilanciare severità e affetto, insegnando lezioni di vita con la stessa fermezza con cui guidava le sue imprese.

Per Commisso, il calcio non era solo un affare, ma una storia d’amore sbocciata tardi eppure intensa, che ha trasformato la sua vita e quella della comunità fiorentina. Quando, sette anni fa, prese le redini della squadra viola, si presentò con una semplicità disarmante: “Chiamatemi Rocco”. Questa frase, diventata leggenda, simboleggiava un legame diretto con i tifosi, abbattendo le barriere tra il potere e la gente comune. Come sottolinea il comunicato della famiglia, “Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato” – un sentimento che si manifestò non solo nei trionfi sul campo, ma anche nei gesti solidali, come le generose donazioni durante l’emergenza Covid attraverso la campagna ‘Forza e Cuore’, un supporto che rafforzò il tessuto sociale di una città già provata.

Il suo lascito, un ponte tra passato e futuro

Fino agli ultimi giorni, Commisso ha lavorato instancabilmente per le sue passioni: Mediacom, la sua azienda americana, e la Fiorentina, che sotto la sua guida ha vissuto una rinascita, arrivando a due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Il suo vero monumento, però, è il Rocco B. Commisso Viola Park, un centro sportivo destinato ai giovani talenti, dove i sogni del calcio italiano continuano a fiorire. È un luogo che, come recita la nota familiare, “vivrà per sempre portando il suo nome”, offrendo un rifugio per le prossime generazioni e ricordandoci quanto un singolo individuo possa lasciare un’impronta duratura sulla comunità.

Spesso, Commisso ribadiva con convinzione: “Il club non è in vendita”, sottolineando un impegno a lungo termine che ora ispira chi prosegue il suo cammino. E nel messaggio di addio, la famiglia si rivolge ai tifosi: “Ci manchi e ci mancherai sempre”, parole che echeggiano nei cuori di una comunità unita dal dolore e dalla gratitudine.

La scomparsa di Rocco Commisso ci invita a riflettere su come figure come la sua possano intrecciare business, sport e umanità, rafforzando i legami in un mondo sempre più frammentato.

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