La chiusura della mensa storica di Napoli Centrale: un pezzo di vita quotidiana a rischio, #Napoli #ComunitàInDifesa
Immaginate la stazione di Napoli Centrale al culmine della sua animata routine: treni che sfrecciano, viaggiatori che si affrettano, e in mezzo a tutto questo, la mensa ferroviaria come un caldo rifugio per chi ha bisogno di una pausa. Ora, con la data del 28 febbraio che si avvicina inesorabilmente, questo angolo familiare rischia di spegnersi per sempre, lasciando un vuoto nel tessuto urbano di una città già così vibrante e piena di contrasti. Non è solo una notizia di cronaca, ma una storia che tocca il cuore di chi vive qui, dal personale ferroviario agli studenti e ai lavoratori che contavano su quel servizio per un pasto accessibile e umano.
All’interno di questo contesto, i sindacati si stanno mobilitando con una determinazione palpabile, sapendo bene quanto questa chiusura possa compromettere 12 posti di lavoro e privare la comunità di un sostegno essenziale. Angelo Lustro, Massimo Aversa e Pierino Ferraiuolo, rappresentanti rispettivamente di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, non parlano solo di numeri: descrivono un luogo che ha sempre unito persone diverse, offrendo pasti caldi a prezzi equi in un ambiente accogliente. “Non è solo un punto ristoro – sottolineano i sindacalisti – ma un servizio pubblico di prossimità che merita tutela”. Questa riflessione porta con sé un senso di ingiustizia, come se un piccolo pilastro della vita sociale napoletana stesse cedendo, ricordandoci quanto siano fragili i servizi che diamo per scontati.
I sindacati non rimangono a guardare, lanciando un appello pressante a RFI, Ferservizi e alle istituzioni locali e regionali per garantire la continuità di questo presidio. Chiedono un nuovo affidamento o una manifestazione di interesse pubblica, con l’obiettivo di salvaguardare ogni posto di lavoro e preservare il valore sociale che questa mensa incarna. “Saremo al fianco dei lavoratori, pronti a mobilitarci per difendere diritti, occupazione e servizi per la comunità”, affermano con forza, trasmettendo un messaggio di solidarietà che risuona tra le strade affollate di Napoli. È una chiamata che evidenzia come, in una città dove la resilienza è una seconda pelle, ogni battaglia per il bene comune conti davvero.
Mentre la comunità si interroga sul futuro di spazi come questo, è chiaro che la vera posta in gioco va oltre i pasti serviti: si tratta di mantenere viva la rete di supporto che rende una metropoli come Napoli un posto dove le persone si sentono accolte e protette.
