Gio. Gen 15th, 2026

Le comunità vesuviane trovano più sicurezza con reati in calo in 14 comuni

Le comunità vesuviane trovano più sicurezza con reati in calo in 14 comuni

La sicurezza sta migliorando a Napoli, ma le ombre delle criticità persistono: un incontro chiave al Palazzo Mediceo per l’ordine pubblico. #NapoliSicura #AreaVesuviana

Immaginate una sala storica nel cuore di Ottaviano, con le mura del Palazzo Mediceo che sussurrano echi di secoli passati, dove sindaci e vertici delle forze dell’ordine si riuniscono intorno a un tavolo, guidati dal prefetto di Napoli Michele di Bari. È qui che emerge un quadro della sicurezza pubblica che, pur mostrando segni di progresso, ricorda quanto sia fragile l’equilibrio nelle comunità vesuviane, dove ogni passo avanti rafforza il tessuto sociale ma non cancella le sfide quotidiane.

Intorno al tavolo, i dati parlano di una realtà in evoluzione: in quattordici comuni dell’area, i reati sono diminuiti, offrendo un barlume di sollievo per le famiglie che vivono con il peso dell’insicurezza. Eppure, in altri sei territori, si nota un leggero aumento, un promemoria che non si può abbassare la guardia, specialmente dove le cosiddette zone rosse rimangono attive. Queste misure, che permettono di allontanare individui noti alle forze dell’ordine, stanno già facendo la differenza in luoghi come Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Pompei, restituendo agli spazi pubblici un senso di normalità e vivibilità che incide profondamente sulla routine delle persone, ricordandoci come la sicurezza non sia solo statistica, ma un pilastro della vita urbana.

Durante la discussione, però, emerge una nota di preoccupazione: i comuni faticano a rinforzare le fila delle polizie municipali, un ostacolo che rischia di indebolire la risposta alle emergenze. È per questo che il prefetto ha proposto di esplorare collaborazioni tra i corpi di polizia locale, un’idea che, se realizzata, potrebbe tessere una rete più solida di protezione, evidenziando come, in un contesto sociale come quello vesuviano, la condivisione delle risorse non sia solo pratica, ma un atto di solidarietà verso chi vive questi quartieri.

Al centro dell’attenzione, poi, c’è il fronte della criminalità organizzata e le sue infiltrazioni nell’economia legale, un tema che tocca il cuore delle comunità. Negli ultimi due anni, numerosi provvedimenti interdittivi antimafia sono stati applicati, soprattutto nei settori vulnerabili come l’edilizia, il commercio e i servizi funebri, a difesa di un’economia onesta che sostiene famiglie e imprese. A rinforzare queste azioni, l’area vesuviana ha visto l’installazione di oltre milleduecento dispositivi di videosorveglianza, tra telecamere e lettori di targhe, finanziati da fondi ministeriali e locali, un passo che non solo rafforza le indagini, ma porta con sé una riflessione: in un territorio segnato da storie di resilienza, ogni telecamera è un occhio vigile che restituisce fiducia ai cittadini, rendendo le strade un po’ più sicure per tutti.

In chiusura, il prefetto di Bari ha sottolineato l’essenzialità di un dialogo continuo tra istituzioni, realtà sociali e cittadini, un approccio che, in un’ottica di responsabilità condivisa, potrebbe elevare la qualità della vita in queste aree, invitandoci a considerare come la sicurezza sia un impegno collettivo, un percorso che evolve con ogni conversazione e ogni misura adottata.

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