Mer. Gen 14th, 2026

Suore Immacolatine lottano per un milione di euro di risarcimento contro la gang di Don Alì

Suore Immacolatine lottano per un milione di euro di risarcimento contro la gang di Don Alì

Suore torinesi lottano per un milione di euro di risarcimento dopo l’assalto social di una “gang” #Torino #Giustizia #Comunità

Immaginate una tranquilla strada di Barriera di Milano, un quartiere vivace ma segnato da tensioni urbane, dove l’istituto paritario gestito dalle suore Immacolatine rappresenta un rifugio per centinaia di bambini. Qui, in un giorno come tanti, il maestro di prima elementaria si è trovato avvolto in un incubo: accerchiato e insultato pubblicamente, mentre teneva per mano la sua bambina di tre anni, terrorizzata da urla e accuse infondate.

Le suore, custodi di questa oasi educativa, hanno deciso di reagire con fermezza, formalizzando una richiesta di risarcimento danni per un milione di euro contro la «gang» guidata dal tiktoker Don Alì – al secolo Alì Said, 24 anni, noto come il «re dei maranza» – e i suoi due complici, un 24enne e un 27enne. Questa mossa, assistita dall’avvocato Davide Salvo, arriva dopo l’aggressione del 21 ottobre 2025, un episodio che ha esposto la fragilità del contesto sociale torinese, dove i social amplificano conflitti e diffondono fake news con troppa facilità.

Nella scena del video virale, rimasto online dal 23 ottobre al 17 novembre, si vede il docente subire violenza verbale: Don Alì lo accusa apertamente di essere un «pedofilo», lo minaccia e lo umilia davanti a tutti, mentre uno dei presenti riprende tutto. Le indagini della Squadra Mobile hanno rapidamente smontato queste calunnie, confermando che si trattava di una campagna persecutoria, e lasciando dietro di sé un’onda di dolore per il maestro e la scuola. È un promemoria, in un’era digitale, di quanto le parole online possano ferire come pietre in un quartiere già segnato da sfide quotidiane.

L’impatto sulla comunità è stato profondo: l’istituto, con i suoi circa 180 alunni tra infanzia ed elementari, ha subito un «gravissimo danno d’immagine», che ha offeso non solo il buon nome della congregazione, ma anche l’«onore, decoro, dignità professionale e buon nome» di tutti gli operatori. Famiglie e bambini si sono trovati improvvisamente esposti a sospetti immeritati, erodendo la fiducia in un’istituzione che da anni sostiene il tessuto sociale del quartiere – un riflesso di come eventi del genere possano minare la coesione urbana, lasciando cicatrici difficili da sanare.

Ma la storia non si ferma qui. L’avvocato Salvo sta preparando una nuova azione contro un maestro di boxe del quartiere, sospettato di aver spinto i giovani a «parlare» con il docente per un presunto torto al figlio della sua compagna. Don Alì, arrestato a novembre 2025 e ora detenuto ad Aosta con accuse di stalking, affronta un giudizio immediato, mentre i suoi complici sono vincolati all’obbligo di firma. Le suore, pur avendo espresso perdono cristiano, ora insistono su una giustizia economica per proteggere la serenità della loro comunità e il ritorno al lavoro del maestro, dopo un trauma che ha toccato tutti.

In un quartiere come Barriera di Milano, dove la vita quotidiana intreccia resilienza e vulnerabilità, questa vicenda ricorda quanto sia essenziale difendere chi educa le future generazioni, garantendo che la verità prevalga sulle ombre dei social.

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