Il parroco di Miano chiede: “Fermatevi, è ora di costituirsi!” dopo l’omicidio di Lorenzo Spasiano
Tragedia a Miano: il grido di Don Salvatore Cinque dopo l’omicidio di Lorenzo Spasiano
Napoli – Una vita spezzata per motivi che appaiono sempre più futili. Lorenzo Spasiano, appena 21 anni, è stato ucciso, lasciando un intero quartiere in subbuglio e un dolore insopportabile per la sua famiglia e i suoi amici. Don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo a Miano, ha preso la parola in un momento di grande difficoltà. «Pentiti e costituisciti», ha esclamato, lanciando un appello disperato al killer.
La tragedia ha colpito profondamente il quartiere, da tempo teatro di tensioni giovanili e di episodi di violenza. Don Salvatore, adesso in prima linea per portare conforto ai familiari della vittima, ha visitato la casa degli Spasiano, dove ha esortato i parenti a non lasciarsi travolgere dal dolore. «Convertire il dolore in un atto di speranza – ha affermato – è l’unico modo per affrontare questa realtà. Speranza attiva, non rassegnazione».
La notizia dell’omicidio, riportata inizialmente da www.cronachedellacampania.it, ha riaperto le porte a un dibattito cruciale: cosa sta accadendo davvero tra i giovani di Miano? Le indagini condotte dai Carabinieri stanno adesso seguendo una pista che coinvolge un minorenne, legato da una precedente lite con Lorenzo durante una partita di calcetto. La violenza, purtroppo, sembra essere il risultato di dissidi ormai comuni tra giovani nel quartiere.
Don Salvatore, con voce ferita ma determinata, ha ricollegato questa nuova tragedia a eventi passati, come l’omicidio di Raffaele Perinelli nel 2018, un altro giovane calciatore di Miano, ucciso anch’egli dopo un litigio. «La situazione è gravissima – ha commentato il parroco – e spero con tutto il cuore che questa sia l’ultima volta che assistiamo a una simile follia».
Nel quartiere, i cittadini iniziano a manifestare il loro malumore riguardo a una situazione che pare sfuggire di mano. Le domande si moltiplicano: come è possibile che episodi simili si ripetano con tali frequenze? È una questione di sicurezza, ma anche di educazione e responsabilità. Tanti genitori si trovano a chiedersi come proteggere i propri figli da un ambiente che sembra sempre più ostile.
«Siamo stanchi di questa spirale di violenza», gridano alcuni residenti. A Miano, il degrado e l’incertezza hanno riversato sulle spalle dei giovani un peso insostenibile. La comunità è chiamata a rispondere, a unirsi e a non restare in silenzio di fronte a una situazione che appare insostenibile.
La speranza di Don Salvatore, e di molti cittadini, è che questa tragedia diventi il catalizzatore per un cambiamento, un segnale di allerta per le istituzioni e per la società. Solo così si può iniziare un percorso di riscatto per Miano e per i suoi giovani.
Il dibattito è aperto, e la città chiede a gran voce risposte e azioni concrete. La paura è palpabile, ma la volontà di reagire e costruire un futuro diverso è più forte. È venuto il momento di fermarsi a riflettere, di non lasciare che il dolore diventi routine, e di lottare affinché simili tragedie non si ripetano mai più.

