Editoriale
Napoli, emergenza al porto: condannati boss Mazzarella e Barile per pizzo!
Arriva una nuova, pesante stangata per il clan Mazzarella. Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, si è chiuso con pene che fanno tremare i vertici della cosca, infettata dalle infiltrazioni negli affari del porto di Napoli. Gennaro Mazzarella, figlio del temuto Vincenzo “’o vichingo”, si becca 9 anni in carcere; Salvatore Barile, il boss, 8 anni e 8 mesi; Gustavo Alek Noviello, un incensurato, 7 anni e 1 mese. Tutti, ovviamente, godono della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Ma cosa ha portato a queste severe condanne? È stata la forza dei pentiti. Una cascata di dichiarazioni ha inchiodato Mazzarella e Barile. Ben dieci collaboratori di giustizia, tra cui Salvatore Giuliano e Massimo Pelliccia, hanno faticato per ricostruire le oscure dinamiche interne del clan. Le loro testimonianze hanno aperto la strada all’indagine che il 28 gennaio dell’anno scorso ha portato all’arresto dei tre.
Le intercettazioni rivelano un quadro inquietante: piani per un attentato dinamitardo contro un imprenditore sotto scacco del racket. “Dobbiamo stare attenti alle telecamere e coprirci la faccia”, diceva Noviello a Mazzarella, soprannominato “bomba a mano”. Un’ombra di paura si allunga sui vicoli di Napoli.
Al centro di tutto c’è il racket al porto, dove un bar è diventato l’obiettivo per il clan. Dopo tentennamenti iniziali, il titolare, sotto scacco, ha confermato le richieste di pizzo. Ma a mettere le manette ai colpevoli è stata la tecnologia. Un virus informatico, un trojan, è stato inoculato nel cellulare di Noviello permettendo ai carabinieri di ascoltare i piani del gruppo criminale. Grazie a questo “cavallo di Troia”, gli investigatori hanno potuto seguire ogni movimento, chiudendo il cerchio attorno a mandanti ed esecutori della “bussata”.
La sentenza ha scosso Napoli, una città che sembra sempre più divisa tra la vita di tutti i giorni e le ombre del crimine. Cos’è cambiato davvero in questo porto, sedotto e tradito dalle sue stesse acque? La lotta continua, ma la paura resta nel cuore dei cittadini.
