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Zooarteterapia in carcere: un nuovo inizio per i detenuti di Napoli?
Napoli si prepara a vivere un evento che potrebbe cambiare il modo di vedere la giustizia. Il 28 e 29 maggio, l’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università Federico II diventerà il palcoscenico di un convegno rivoluzionario: “Muso a muso con il futuro, l’integrazione sociosanitaria in carcere”. Qui, si discuterà di come trasformare le carceri in luoghi di cura piuttosto che semplice punizione.
L’evento, promosso dall’ASL Caserta e dal Laboratorio Territoriale Regionale “Eleonora Amato”, ha un obiettivo chiaro. Si intende valorizzare la zooarteterapia, una pratica innovativa che unisce l’arte e il contatto diretto con gli animali per migliorare il benessere emotivo dei detenuti. “È una chiave per aprire porte che pensavamo chiuse”, afferma Maria Teresa Corvino, dell’ASL Caserta.
Gli incontri di quest’anno nascono dal successo di laboratori sperimentali avviati nel 2023. In questi spazi, i detenuti interagiscono con cani appositamente selezionati per accompagnarli in un percorso di crescita personale e gestione delle emozioni. La sinergia tra professionisti e istituzioni si è rivelata fondamentale per costruire un protocollo replicabile in altri penitenziari d’Italia.
Il progetto non è solo un esperimento, ma un vero e proprio investimento sul futuro di una società più inclusiva. “Lavorare insieme è essenziale per ridurre la recidiva e promuovere il rispetto reciproco”, sottolinea Giuseppe Nese, diretto dell’Area di Coordinamento per la Sanità Penitenziaria dell’ASL Caserta. Le aspettative sono alte, ma la sfida è grande.
In un contesto come quello napoletano, con le sue contraddizioni e le sue difficoltà, questa iniziativa rappresenta una luce di speranza. Riuscirà Napoli a dimostrare che la riabilitazione è possibile anche nei luoghi più ostili?
