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Napoli in festa: Kimbo regala l’arpa storica del maestro Lebano al Conservatorio!
In un colpo di scena che unisce storia, musica e emozione, il Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella” accoglie oggi un dono di inestimabile valore: un’arpa storica, un leggendario strumento che apparteneva al maestro Felice Lebano. Questa meraviglia, un’arpa Erard risalente al 1877 e acquistata a Parigi, riemerge dai meandri del passato proprio nel bicentenario dell’istituzione musicale partenopea.
“Restituiamo alla città e al Conservatorio un pezzo della sua storia”, ha dichiarato un rappresentante di Kimbo, avvalendosi dell’importanza del gesto. Felice Lebano, nato nel 1857, ha avuto una carriera brillante che l’ha portato a calcare i palcoscenici più prestigiosi, allargando la fama dell’arpa ben oltre i confini nazionali.
E se l’arpa racconta storie, un altro nome risuona: Giovanni Caramiello, allievo di Lebano e figura centrale nella scuola napoletana dell’arpa. Caramiello, succeduto al maestro nel 1886, ha formato generazioni di musicisti, scrivendo pagine fondamentali per il Conservatorio e per la musica partenopea. “Questo dono non è solo un atto di generosità, ma un modo per mantenere viva la tradizione”, spiega un docente del conservatorio.
Per celebrare questo legame profondo tra storia e contemporaneità, il 22 maggio il Conservatorio ospiterà un concerto gratuito nella suggestiva Sala Scarlatti. Gli studenti della Classe di Arpa, guidati da nomi illustri come Francesco Caramiello e Brian Meloni Lebano, daranno vita a un evento che promette di risuonare nel cuore di Napoli.
Ma non ci si ferma qui. Il programma prevede una conferenza alle 17 nella Sala Muti, dove esperti come Cesare Corsi e Marcela Mendez discuteranno l’importanza dello strumento nel contesto storico musicale del “San Pietro a Majella”. E per i più golosi, una degustazione di caffè Kimbo Antica Miscela 1963 accompagnerà la serata, unendo la tradizione musicale a quella culinaria.
Con questa iniziativa, Napoli ribadisce il suo legame con la cultura, ma resta da chiedersi: come prenderà la città questo prezioso dono? La musica, come sempre, si fa portavoce di storie che attendono di essere vissute.
