Editoriale
Napoli in allerta: serial killer e l’orrore delle strade, “Sono volate nel vuoto per 50 euro”
Pollena Trocchia – È una scena da brividi quella che ha scosso la cittadina: Mario Landolfi, 48 anni di Sant’Anastasia, ora confessa di essere il responsabile di due omicidi che hanno gelato il sangue ai residenti. È stato grazie a uno smartphone e all’intuito di una giovane coppia che le forze dell’ordine sono riuscite a fermarlo prima che fosse troppo tardi.
Il 48enne è ora sotto accusa per l’omicidio di due donne, una 29enne di Caserta e una 49enne ucraina. Entrambe sono state avvicinate nel cantiere abbandonato di Pollena Trocchia, dove Landolfi ha dato sfogo alla sua violenza. “Li ho visti entrare, poi lui è uscito con una borsa. È stata la mia istintiva sensazione di pericolo a farmi scattare la foto della targa,” racconta il testimone, ancora scosso.
L’aria nel quartiere è pesante, un sentimento di allerta che si sparge come un’ombra. Confrontato con le prove, Landolfi ha fatto una confessione agghiacciante. Ha descritto di essere giunto a quel punto estremo per motivi banali: “Volevano più soldi,” dichiara. Ma chi è in grado di confermare le sue parole ora?
La giovane casertana, uccisa il 17 maggio, era stata inizialmente d’accordo per un rapporto di 100 euro. La lite è scoppiata quando la vittima ha richiesto ulteriori 50 euro. Landolfi ha raccontato di averla spinta giù nella tromba delle scale, vanificando ogni possibilità di recupero. “Ho provato a recuperarla con una fune,” ha aggiunto, ma il suo è un racconto che rimbalza nel vuoto.
Per la donna ucraina, assassinata il giorno prima, il discorso non cambia. “Aveva chiesto 80 euro per il servizio e 35 per l’albergo,” afferma. Ma un ripegamento fatale ha portato l’uomo a spingerla nel vuoto, giustificandosi con una presunta aggressione. “Cosa può pensare la gente di una serie di omicidi così freddi?” osservano i residenti, preoccupati per la sicurezza nelle loro strade.
L’urgente interrogativo che ora si pone è: quante altre storie simili si celano nell’ombra di Napoli?
