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Caso Delli Carri: il gestaccio resta impunito, ma la Juve Stabia si trova in grossi guai
Milano – “La verità è che ci stiamo giocando tutto, e ci troviamo a dover combattere contro un sistema che non ci tutela.” Le parole del presidente della Juve Stabia riecheggiano come un colpo di pistola in un’atmosfera già tesa. Dopo il 2-2 strappato al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, la squadra campana si ritrova nel mirino del Giudice Sportivo, e le polemiche si intensificano.
La beffa si trasforma in un vero e proprio incubo disciplinare. Nei minuti che hanno infiammato il finale del match, il difensore del Monza, Filippo Delli Carri, ha compiuto un gesto che ha mandato in fibrillazione le tribune. Eppure, nonostante le segnalazioni della Procura Federale e le immagini chiare di quanto accaduto, il Giudice Sportivo ha deciso di chiudere la porta a questo ricorso.
Cosa è successo davvero? Al 43° del secondo tempo, Delli Carri ha rivolto un gesto volgare verso il pubblico. Un attimo di follia, che ha suscitato l’indignazione dei tifosi gialloblù. Ma i cavilli regolamentari, come un’armatura difensiva, hanno salvato il calciatore. “La segnalazione non ha seguito i giusti canali”, si spiega da Roma, dove la burocrazia ha spesso il sopravvento sulla giustizia sportiva. La natura del gesto, inoltre, non è stata considerata violenta o antisportiva.
Mentre il Monza esce illeso da questo dramma, la Juve Stabia deve fare i conti con durissime sanzioni. Il direttore sportivo Matteo Lovisa è stato appiedato fino al 31 luglio 2026 per aver insultato gli arbitri. Insulti che hanno rimbombato non solo sul campo, ma anche negli spogliatoi. “Un comportamento inaccettabile”, scrive il Giudice, accrescendo la frustrazione in un ambiente già di per sé teso.
E non finisce qui. Il difensore Salim Diakitè salterà la gara di ritorno a Monza, mentre la società è stata punita con un’ammenda di 1.500 euro per il lancio di un accendino da parte dei propri tifosi. Una giornata da dimenticare? Niente affatto. I gialloblù sono chiamati a una vera e propria impresa, privi di pezzi fondamentali e con un verdetto che non fa altro che alimentare il dibattito.
La domanda resta aperta: chi tirerà le fila di questo gioco ingiusto? Le voci dei tifosi si alzano, e la certezza è che la tensione rimarrà alta fino al fischio finale del ritorno.
