Ultime Notizie
Arzano, galleria della morte: inizia la bonifica per fermare l’emergenza rifiuti
Arzano – Dopo anni di indifferenza, finalmente è scattata la bonifica della cosiddetta “galleria della morte”. Questo trittico urbano, infondo alla città e dimora di una delle più vergognose ecomafie, ha segnato il territorio con un’orribile eredità: tonnellate di rifiuti abbandonati, utilizzati dalla criminalità come discarica. “Dobbiamo fermare queste attività illecite”, ha affermato il Generale Giuseppe Vadalà, che ha coordinato l’operazione lunedì scorso, facendo il punto della situazione direttamente sul campo. Non è solo una bonifica, ma un segnale di riappropriazione del suolo.
L’area esterna, un tempo ingombra di immondizia di ogni genere, aveva sollevato preoccupazioni non solo per la salute pubblica, ma anche per possibili drammatiche scoperte. Si parla addirittura di vittime di lupara bianca celate tra le macerie. Un vero e proprio campo di battaglia contro un nemico invisibile: l’ecomafia.
La storia di questa discarica inizia nel 2019, quando la Polizia locale, guidata dal comandante Luigi Maiello, mise i sigilli a ciò che sembrava un attentato alla salute pubblica. Ma quell’azione giuridica, archiviata nel 2023, ha lasciato spazio solo a promesse mai mantenute di bonifica. “Il sito doveva essere risanato”, ribadisce Vadalà, ma quel dovere è rimasto solo sulla carta.
La determinazione di chi ha lottato per denunciare questa vergogna non è affievolita. Il cronista Giuseppe Bianco, con il suo coraggio incrollabile, ha portato alla luce la situazione, anche di fronte a minacce di morte. “Non mi fermerò”, dichiara, mentre i dossier che ha inviato al Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, testimoniano la sua determinazione nel combattere per il suo territorio.
Nel corso delle operazioni di bonifica sono emersi moltissimi materiali pericolosi: tessuti tossici, amianto e persino frigoriferi. Un mix esplosivo che aggiunge ulteriore urgenza alla situazione. “Il rischio incendio è concreto”, avverte l’Arpac, richiamando l’attenzione sulla necessità di interventi tempestivi.
La “galleria degli orrori” ha una storia macabra. Riavvolgendo il nastro, si arriva al 1996, al crollo che costò la vita a 11 persone, inclusa una bimba di soli 11 anni. Da quel momento, il luogo ha assunto connotati inquietanti, trasformandosi in un simbolo dello scarto umano e della mala gestione.
Ora, tutte le omissioni sulla gestione di quest’area sono al vaglio della Procura. È questa una nuova occasione per cercare giustizia o si tratterà solo dell’ennesimo tentativo di insabbiamento? La battaglia per Arzano è ancora lontana dall’essere vinta, e con essa, tante domande restano senza risposta. Qual è il futuro per questa terra martoriata? La frenata delle ecomafie rappresenta davvero un nuovo inizio?
