Editoriale
Allarme a Napoli: le chat segrete di Oppido svelano il giallo dell’equipe del Monaldi
Un dramma oscuro, inaspettato nel cuore di Napoli. La morte del piccolo Domenico Caliendo, un bimbo di soli due anni, ha scosso la città e aperto un’inchiesta che promette rivelazioni agghiaccianti. Domenico si è spento il 23 dicembre 2025, dopo due mesi di agonia attaccato a un macchinario Ecmo, in seguito a un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi. Gli ultimi dettagli che emergono sono inquietanti e gettano ombre pesanti sugli operatori sanitari coinvolti.
Messaggi privati e un file audio compromettente sono ora nelle mani della Procura, che cerca di ricostruire una catena di omissioni e errori madornali in sala operatoria. “Quando hanno aperto il coso, usciva fumo… c’era un blocco di ghiaccio con il cuore dentro”, racconta la cardiochirurga Emma Bergonzoni, indagata per omicidio colposo. Le parole, tratte da una chat personale, rivelano il panico di chi ha visto una procedura chirurgica andare terribilmente storto.
Il cuore destinato a Domenico era congelato. “Non hanno fermato l’operazione; io non so cosa scrivere. Tutto il Monaldi sa che abbiamo impiantato un cuore ghiacciato” – così scrive Bergonzoni, confermando l’orrore di una realtà che nessuno sembrava voler affrontare.
Ma come è potuto accadere un simile scempio? Le indagini si soffermano su un errore di trasporto a Bolzano, dove un operatore ha usato ghiaccio secco letale per la conservazione dell’organo. La dottoressa Gabriella Farina e il suo assistente Vincenzo Pagano, che hanno effettuato il prelievo, non si sono accorti della tragedia in corso. Un interrogatorio di quattro ore ha svelato la negligenza che ha portato a questo dramma.
A confermare l’inefficienza dell’equipe è un file audio rubato, dove Guido Oppido, il primario, ammette: “Il cuore io lo avevo tolto prima di capire che quell’altro potesse avere dei danni”. In questa registrazione, cercava di rassicurare i colleghi, inconsapevole che le sue parole sarebbero state un peso insostenibile alle sue spalle.
La situazione si complica ulteriormente con l’emergere di cartelle cliniche falsificate. Gli inquirenti sospettano che orari e dati siano stati alterati per occultare la gravità della situazione. Sette medici ora affrontano accuse di omicidio colposo, e su Oppido e Bergonzoni grava la pesante ombra del falso in atto pubblico. Un nuovo interrogatorio si avvicina, previsto per il 21 maggio, e i protagonisti di questa terribile storia temono che la verità possa finalmente emerge.
Il dramma di Domenico non è solo un caso isolato, ma un grido d’allerta per un sistema che deve rendere conto. La città di Napoli attende risposte, e i cittadini non possono rimanere in silenzio di fronte all’orrore di questa vicenda. Cosa accadrà ora? La verità verrà finalmente a galla?
