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Napoli e Giro 2026: 549mila euro dalle nostre casse pubbliche
Giro d’Italia 2026 a Napoli: la Corsa Rosa torna in Campania con 549mila euro di fondi pubblici
Napoli, quella piazza Plebiscito tinta di rosa, il Vesuvio sullo sfondo e i ciclisti che sfrecciano tra la folla urlante. Immaginate la scena: famiglie intere lungo il percorso, bar e pizzerie prese d’assalto, turisti da tutto il mondo con gli occhi puntati sul nostro territorio. Non è un sogno, è realtà. Il Giro d’Italia 2026 riparte da Paestum e arriva dritto nel cuore di Napoli, grazie a un accordo tra enti che mette sul tavolo 549mila euro, Iva inclusa, per organizzare partenza e arrivo della tappa più attesa della principale corsa ciclistica professionistica d’Italia.
I fatti sono chiari e ufficiali, racchiusi nelle delibere approvate negli ultimi giorni. La Giunta regionale della Campania, guidata da Roberto Fico, ha detto sì il 7 maggio con la delibera numero 177: 244mila euro, Iva compresa, al Comune di Capaccio Paestum per coprire i costi della partenza dalla città dei Templi, in provincia di Salerno. Soldi che corrispondono esattamente ai 200mila euro più Iva richiesti da Rcs Sport, la società organizzatrice e detentrice del marchio del Giro.
Tutto è partito da una nota della Città Metropolitana di Napoli alla Regione il 4 marzo, seguita da un tavolo interistituzionale il 23 marzo. Lì si è discussa la richiesta di Rcs: 200mila più Iva per Paestum, 250mila più Iva per l’arrivo a Napoli. Il protocollo di collaborazione, allegato alle delibere, divide le quote senza intoppi. La Regione passa i fondi a Capaccio Paestum, che li gira a Rcs tramite contratto specifico.
A Napoli, la Giunta comunale guidata da Gaetano Manfredi ha approvato il 7 maggio la delibera 203 per aderire al patto con Regione, Città Metropolitana e Capaccio Paestum. Arrivano 305mila euro, Iva inclusa, dalla Città Metropolitana al Comune, perfetti per coprire i 250mila più Iva chiesti per l’arrivo. Il Comune si impegna con le proprie risorse per tutto il resto: sicurezza urbana, viabilità, gestione del traffico e mobilità. Un lavoro di squadra che porta la “rosa” sotto il Vesuvio.
Perché questa tappa è strategica per noi campani? Gli atti lo sottolineano: copertura mediatica internazionale, promozione turistica del territorio, ricadute economiche sul tessuto locale. La Città Metropolitana ha sostenuto il Giro per quattro anni di fila, dal 2022 al 2025, e parla di “impatto significativo” su turismo e attività collegate. Pensateci: hotel pieni, ristoranti che non bastano più posti, negozi che vendono maglie rosa e gadget. Commercianti di via Toledo o del centro storico che sorridono vedendo cassa straripare, famiglie che vivono l’evento come una festa di quartiere, studenti che saltano una lezione per assistere allo spettacolo dal vivo.
Per i napoletani e i campani, non è solo ciclismo. È l’occasione per mostrare al mondo Paestum con i suoi Templi millenari e Napoli con il suo caos colorato, il mare, il vulcano. Immaginate i ciclisti scalare salite campane, la folla che li acclama da Mergellina a piazza Plebiscito illuminata di rosa, come già anticipato nelle foto che girano sui social. Un boost per l’economia locale che tocca tutti: il tassista che fa giri extra, il gelataio che prepara porzioni giganti, il lavoratore portuale che vede più movimento.
E per i residenti? Certo, ci sarà da gestire viabilità e traffico, ma è il prezzo di un evento che mette Napoli al centro del mondo sportivo per un giorno. Le edizioni passate hanno dimostrato che ne vale la pena: presenze record, occhi puntati su di noi da televisioni straniere, un’onda rosa che lascia il segno positivo.
Ora tocca a noi cittadini: siete pronti a vivere questa tappa? Quanto conta per voi vedere la Corsa Rosa sfrecciare tra Paestum e Napoli? Diteci la vostra nei commenti, apriamo il dibattito su come questi eventi possano davvero far brillare la nostra terra. La Campania pedala unita, e il 2026 sarà rosa passione.
