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Allarme Terra dei Fuochi: Papa Leone XIV prega ad Acerra
Acerra si ferma. Papa Leone XIV atterra il 23 maggio per pregare sulla Terra dei Fuochi, la ferita aperta che avvelena generazioni.
L’elicottero ronza alle 8:45 sullo stadio Arcoleo. Il Pontefice scende, accolto dal vescovo Antonio Di Donna, dal presidente della Regione Campania Roberto Fico e dal sindaco Tito d’Errico. La folla trattiene il fiato tra i vicoli di Acerra, zona calda della provincia napoletana.
In auto blindata, Papa Leone XIV sfreccia per via Metauro, via Basento e corso Resistenza. Diretto al Duomo. Sono le 9. Incontra vescovi campani, sacerdoti, religiosi. E le famiglie distrutte dall’inquinamento. Quelle che piangono figli rubati dal cancro.
“Il Papa porta luce in questa oscurità”, dice commosso il vescovo Di Donna. “Le mamme della Terra dei Fuochi lo aspettano con lacrime e speranza”.
Alle 10, la Papamobile entra in piazza Calipari. Novanta sindaci dei comuni avvelenati sono lì. Il Pontefice recita una preghiera sua, personale. Parla di tutela ambientale. Di solidarietà. Di un grido che sale dai roghi illegali.
Intorno alle 12, ultimo saluto allo stadio. Elicottero verso il Vaticano. Acerra resta con il cuore sospeso. Cambierà qualcosa per queste strade martoriate? La preghiera basterà contro il veleno che ancora brucia?
