Editoriale
Napoli-Milano, shock dati sensibili: il tariffario del mercato nero
La privacy di migliaia di napoletani venduta a soli 6 euro. È questo il prezzo shock del mercato nero dei dati sensibili, smascherato dalla Procura di Napoli e dalla Squadra Mobile.
Un business sporco, nato nelle viscere della città. Agenti di polizia, funzionari INPS, dell’Agenzia delle Entrate e capi di Poste Italiane usavano le loro credenziali per scavare nei database dello Stato. Tutto per un pugno di soldi.
Le perquisizioni hanno portato alla luce un foglio Excel impietoso. Listino prezzi chiaro: 6 euro per un controllo base, fino a 25 per ricerche profonde su SDI o conti correnti. Un milione e mezzo di accessi abusivi. Un giro d’affari da milioni.
Napoli trema. La rete si allunga a Caserta, Roma e su fino a Milano. Qui si intreccia con l’inchiesta “Equalize”. Agenzie investigative e società di recupero crediti compravano i dati a getto continuo. Almeno dieci ditte, tra Lombardia ed Emilia.
Tra gli indagati spunta Giuliano Schiano, ex Guardia di Finanza. Un accesso sospetto, legato a Equalize. Il gip non ha disposto misure cautelari, ma l’ombra resta.
“Il mercato delle informazioni è un mercato vivissimo e questa indagine lo dimostra”, tuona Vincenzo Piscitelli, coordinatore cyber-crime della Procura partenopea. Parla di “colleghi infedeli”, uomini in divisa che tradiscono per lucro.
Trentadue misure cautelari. Arresti, domiciliari, sospensioni. Ma è solo l’inizio. Sequestrato un server bomba. “Dentro ci sono più di un milione di dati”, dice il procuratore Nicola Gratteri.
Chi erano le vittime? Imprenditori del Rione Sanità, sportivi di Fuorigrotta, star dello spettacolo napoletane. Ignari, spiati per quattro soldi.
I periti stanno scandagliando tutto. Quanti nomi usciranno? E se il mercato nero riparte da un’altra postazione? Napoli aspetta risposte.
