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Napoli sotto choc: Corte dei Conti cita de Magistris per crack Ctp da 23 mln
Napoli sotto choc: la Corte dei Conti scarica su de Magistris un danno da 23,5 milioni per il crack Ctp. L’ex sindaco, insieme ad altri sette, citato in giudizio per ricapitalizzazioni folli su un’azienda già al collasso.
La Ctp, l’azienda di trasporti pubblici della Città Metropolitana, è fallita nel 2022. Milioni di euro buttati in salvataggi inutili, mentre i bus arrancavano per le strade di Scampia, Secondigliano e Fuorigrotta. Pendolari furiosi, famiglie senza lavoro: il disastro tocca tutti.
La Procura regionale della Corte dei Conti della Campania non ha dubbi. Otto nomi finiti sotto accusa, con udienza fissata al 10 novembre. Tra loro, Luigi de Magistris, ex segretario generale, direttore generale e revisori dei conti.
«Nei confronti della Ctp sono stati erogati milioni e milioni, fino a un punto in cui non era più proponibile un’ulteriore ricapitalizzazione» tuona il procuratore Giacinto Dammicco. Il viceprocuratore Ferruccio Capalbo è ancora più duro: la società percorreva «chilometri inferiori del 50% rispetto a quanto pagava la Città Metropolitana». Fondi per nuovi autobus? Nemmeno sfiorati.
De Magistris non ci sta e risponde a muso duro. «Ho agito per il bene comune, per salvare un servizio pubblico essenziale e centinaia di famiglie» dice l’ex sindaco. Rivendica pareri tecnici favorevoli e accusa chi è arrivato dopo: «Non abbiamo completato il salvataggio perché il mio mandato è finito».
Napoli sa cosa significa: treni soppressi, bus affollati o fantasma nei vicoli del Rione Sanità. Soldi pubblici spariti, mentre la rabbia monta tra i cittadini. Chi pagherà davvero? E quel 10 novembre cosa rivelerà?
