Cronaca
De Magistris sotto accusa: la gestione dei trasporti è un caos napoletano?
La bufera giudiziaria su Luigi De Magistris è giunta come un fulmine a ciel sereno, o forse era più un temporale annunciato. Già, perché la gestione della Ctp, l’azienda di trasporti pubblici napoletana, è stata definitivamente etichettata come un “carrozzone decotto” dalla Corte dei Conti. Ma siamo sicuri che questa non sia solo l’ennesima puntata del “tatuaggio mediatico” che si è affibbiato a Napoli?
In fondo, De Magistris ha sempre saputo come arringare il pubblico, con quel suo stile da avvocato di strada, e adesso si trova a dover difendere un bilancio che ha gli stessi problemi di una carrozza di Trenitalia in timida corsa verso una fermata desolata. La risposta dell’ex sindaco è pungente: “Le accuse sono strumentali”, un modo per dire che ci sono forze in azione pronte a mettere in discussione la sua gestione.
Ma non possiamo ignorare la realtà: le strade di Napoli sono un labirinto di buche e disservizi, nei bus si sente l’eco di viaggiatori esasperati e il sistema sembra un puzzle mal assortito. Non voglio dare ragione alla Corte dei Conti, ma nemmeno posso chiudere gli occhi davanti ai fatti. Il trasporto pubblico qui, invece di un vanto, è diventato un simbolo di inefficienza che pesa come un macigno sul quotidiano di tanti napoletani.
Se c’è qualcosa di sicuro è che poniamo alternative sul tavolo. La politica della città può e deve migliorare il servizio, investirci sopra, trovare strategie innovative. E, parliamoci chiaro, non possiamo puntare il dito solo contro De Magistris; la questione è più radicata e affonda nelle sabbie mobili della burocrazia.
La differenza tra un buon amministratore e uno mediocre non sta nel dare la colpa agli altri. E quindi, la domanda sorge spontanea: che futuro vogliamo per i trasporti di Napoli? Davvero vogliamo rimanere al palo mentre altri ci sorpassano con bus moderni e sistemi funzionali? Perché, amici, Napoli merita di meglio, e il sarcasmo non ci porterà lontano.
