Editoriale
Allarme a Secondigliano: drone intercettato verso il carcere
A Scampia, un drone carico di droga si è incastrato su un terrazzo. I carabinieri l’hanno beccato sul fatto, a due passi dal carcere di Secondigliano.
È successo nel parco privato “Le Rondini”, in via Bakù. I militari della stazione locale piombano sul posto. Due uomini, uno di 31 anni e l’altro di 41, armeggiano per recuperare il velivolo. Troppo tardi.
Il drone è high-tech: carrucola elettrica, bobina con filo da pesca. Agli uncini, 15 panetti di hashish da 778 grammi totali, 32 grammi di cocaina e 195 euro in contanti. Destinazione? Le mura del penitenziario.
Il più giovane finisce in manette e dritto in cella. L’altro, deferito in libertà. Sequestrato pure il loro Fiat Fiorino: telaio truccato, pronto per scappare.
Napoli freme. Non è un caso isolato. Primavera 2026, i droni impazzano intorno ai carceri. A Poggioreale, settimane fa, uno si schianta in strada: hashish, crack e tre smartphone nuovi di zecca.
Altri due velivoli, carichi di elettronica, abbattuti dalle forze dell’ordine. A Secondigliano, i droni hanno già scaricato pacchi pesanti e fino a dieci cellulari in un colpo solo.
“Questi ‘dronisti’ sono professionisti. Volano con firmware hackerati, eludono le no-fly zone e incassano migliaia di euro a volo”, spiega un investigatore della DDA, intercettazioni alla mano.
I sindacati della Penitenziaria urlano: servono radar e jammer. Ora.
Ma quanti altri droni solcano i cieli di Scampia e Poggioreale stanotte? E se il prossimo riuscisse a passare?
