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Napoli nel caos: taxi in sciopero contro NCC da fuori provincia
Napoli – Taxi fermi ai bordi delle strade affollate di Chiaia e del Vomero, clacson impazziti e passeggeri a piedi sotto il sole di maggio. Lo sciopero dei taxi a Napoli ha paralizzato il cuore della città, urlo di rabbia contro i NCC che arrivano da fuori provincia e rubano corse.
Il 5 maggio, le sigle sindacali nazionali hanno incrociato le braccia. Motivo? Veicoli noleggio con conducente che sostano ore in doppia fila, usano app per agguantare clienti e mandano all’aria gli equilibri del servizio pubblico. “Questi NCC ci stanno ammazzando la concorrenza leale”, sbotta un autista del Consorzio Taxi Napoli 2000, mentre controlla il contagiri fermo.
La protesta non si ferma lì. I tassisti spingono per un nuovo piano traffico e il ritorno delle ZTL, quelle zone che tengono a bada il delirio quotidiano di auto e scooter. Hanno portato la loro battaglia in Consiglio comunale, dove l’aria si è fatta elettrica.
Consiglieri di maggioranza e opposizione, uniti per una volta. G.D. Paipais di Forza Italia e L. Carbone di Alleanza Verdi-Sinistra hanno ascoltato le lamentele. “Bisogna agire subito sulla viabilità, Napoli non regge più”, ha premuto Paipais durante la seduta.
La categoria non molla. Vuole regole ferree contro gli abusivi, più vivibilità per i quartieri sommersi dal traffico e un sistema che tuteli chi lavora onestamente da anni. Le piattaforme digitali? Sotto accusa per come facilitano l’invasione.
Ma il Consiglio passerà dalle parole ai fatti? Le ZTL torneranno a chiudere varchi strategici? I napoletani, stretti tra ritardi e rabbia, aspettano mosse concrete. La tensione sale, e le strade pulsano di domande senza risposta.
