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Caos a Napoli: guardie giurate sospese, Stato paralizza i rinnovi
Napoli trema per il dramma di una guardia giurata di 45 anni, suicidatasi in casa. Un gesto estremo che accende i riflettori su un’emergenza silenziosa: ritardi burocratici che lasciano centinaia di lavoratori senza stipendio.
Da via Toledo ai vicoli di SpaccaNapoli, le guardie giurate vivono nel terrore. Hanno rispettato ogni scadenza, presentato le domande di rinnovo entro i 90 giorni. Eppure, quando il titolo scade, stop: sospesi dal servizio, famiglie a secco.
L’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate e la Federazione Nazionale Lavoratori Italia lanciano l’allarme dal cuore di Napoli. Gli Uffici Territoriali del Governo arrancano, sommersi di pratiche. Decine di segnalazioni documentano l’ingiustizia.
Giovedì 15 maggio 2026, ore 10:30, Piazza del Plebiscito esploderà con un flash mob. Giuseppe Alviti, presidente A.N.G.P.G., e Catello Petrone, segretario F.N.L. Italia, radunano la categoria. Lo slogan? “Uniti per difendere il Lavoro e la Sicurezza”.
«La Segretaria Nazionale Anna Nesi non ha dubbi: “Il 15 maggio daremo voce a chi non può più aspettare”».
Il paradosso brucia. Hai adempiuto? Non importa. Il titolo decade lo stesso, ritardi pubblici o no. Alviti tuona: non c’è base normativa per questa ghigliottina automatica. Requisiti morali e fisici si verificano in corsa, revoche possibili sempre.
Sul territorio, il caos dilaga. Istituti di vigilanza ridotti all’osso, turni scoperti nei quartieri caldi come Scampia o il Rione Sanità. Sicurezza pubblica a rischio, famiglie napoletane senza un euro.
Le proposte sono semplici, urgenti. Al Ministero dell’Interno: più personale negli uffici, trasferimenti rapidi. Ai Prefetti: proroghe come ai tempi del Covid, titolo valido fino al rinnovo se la domanda è in regola.
Durante la pandemia, lo Stato corse ai ripari in ore. Perché ora no? “Non è un favore – ribattono i sindacati – è giustizia”.
Napoli attende. Le guardie giurate marceranno? Le istituzioni risponderanno prima che sia troppo tardi? Il 15 maggio, Piazza del Plebiscito dirà tutto.
