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Napoli, la regina del gattò: sapore che batte il gateau e rapisce l’anima
Napoli sa come far tremare le papille gustative. Seimila anime si sono riversate nelle strade del centro storico per la quarta edizione di “Vedi Napoli e poi Mangia”, un’esplosione di 20 appuntamenti che ha unito cibo, antropologia e note sacre.
L’antropologo Marino Niola, curatore scientifico della rassegna, ha orchestrato il tutto con maestria. “Napoli non si guarda, si assaggia. Qui il gatto è più saporito di qualsiasi gateau parigino”, ha dichiarato con un sorriso complice, mentre la folla applaudiva tra i vicoli di Spaccanapoli.
Venti serate di gusto puro. Piatti della tradizione rivisitati, storie di nonne e mercati rionali. E poi sei concerti nelle chiese antiche, echi di organo che si mescolavano all’aroma di zucchine ripiene e reginelle croccanti.
L’assessorato al Turismo ha messo la ciliegina: promozione totale, sostegno concreto. La gente arrivava da Forcella al Vomero, code infinite per un morso di Napoli autentica.
Testimoni oculari parlano di un’energia palpabile. “È come se la città ti mangiasse viva, in senso buono!”, racconta Maria, 45 anni, dal Rione Sanità, con le mani ancora unte di sfogliatella.
Urgenza napoletana allo stato puro. Strade affollate, flash di smartphone, un pubblico che non si ferma. Ma è bastato un soffio di vento partenopeo per trasformare piazze in teatri enogastronomici.
E adesso? La prossima edizione busserà già alla porta? Napoli, con i suoi segreti tra i vicoli, ha ancora fame di sorprese.
