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Caos nel centro di Napoli: ordinanza movida strangola i commercianti
Napoli trema: l’ordinanza contro la movida blocca l’asporto di bevande alcoliche e analcoliche nel cuore del centro storico. Da piazza San Domenico a via Paladino, i locali storici rischiano la paralisi estiva.
Il colpo è arrivato come un fulmine. Firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, vale quattro mesi, dal 24 aprile al 24 agosto. Periodo d’oro per turismo e bel tempo. Niente più birre, acque o bibite da portare via dopo le 22:30. Solo divieti, in un raggio che tocca largo Giusso e Santa Chiara.
Stefano Bottegal, di Ex Salumeria, non ci sta: “È il nostro picco dopo l’inverno. Oggi ho fatturato la metà. Taglieremo costi, la gente perderà il lavoro”.
Paradossi assurdi nei vicoli affollati. Kebab o pizza da strada senza un sorso d’acqua? Impossibile. Lucia Russo, titolare del ristorante greco Neapolis in via Paladino, sbotta: “È tragicomico. Non posso nemmeno mettere una Coca nella busta per il delivery”.
Controlli della municipale ovunque. Eppure, le piazze ribollono. Giovani con casse bluetooth e bottiglie prese altrove. La movida napoletana non si ferma così facile.
Non è un capriccio. L’ordinanza nasce da rilievi Arpac di anni fa, in piazza San Domenico. Decibel oltre limite, notti di urla, assembramenti, artisti di strada con amplificatori. Vietati eventi dopo le 22, pure per musicisti occasionali.
Colpiti anche minimarket notturni, pakistani inclusi. Adnan Anwar, due punti vendita nel centro, protesta: “La gente fa la spesa da noi. Ma dalle 22:30 niente bibite da portare a casa. Chiudevamo tardi per il quartiere, ora all’una”.
Multe da 2.000 a 20.000 euro. Nella pratica, 4.000 di base. Seconda volta? Revoca licenza diretta. Niente sospensioni graduali.
Mauro Serino, imprenditore locale, avverte: “Non programmo più. Con il concordato biennale Meloni, tasse fisse anche se fallisco. Questa ordinanza ci uccide”.
Via Paladino, storiche enoteche e osterie, già curve sotto i costi. Il presidio in piazza San Domenico urla rabbia. Residenti contro esercenti, decibel contro introiti.
E ora? L’estate napoletana reggerà senza movida? I locali chiuderanno sul serio? La città discute, tesa. Domani altri controlli, altre storie.
