Editoriale
Secondigliano sotto choc: fermata faida clan Senese, 18 arresti
Una faida di sangue fermata sul nascere a Roma: 18 arresti colpiscono il clan legato ai Senese di Napoli. Nei primi bagliori dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno sferrato il blitz che ha spezzato le catene della violenza.
L’operazione, partita un anno fa, ha smascherato un gruppo ferocissimo. Contatti diretti con il clan Senese, quella potenza camorristica di Secondigliano che da Napoli allunga i tentacoli fino alla Capitale. Narcotraffico internazionale, sequestri di persona, tentati omicidi: le accuse pesano come macigni.
“Erano pronti a sparare in pieno giorno, per il controllo delle piazze di spaccio”, ha detto il colonnello Alessandro Vitale, comandante del reparto investigativo. “Abbiamo evitato una strage”.
Il cuore della storia pulsa nel quartiere Tuscolano. Lì, tra novembre e dicembre 2025, due tentati omicidi in strada, passanti terrorizzati. Una guerra per il territorio, con un sicario cileno assoldato dalla Spagna e tenuto pronto a Ciampino.
Grazie al fiuto dei Carabinieri, tra il 14 e il 19 aprile sono saltati cinque agguati. Il gruppo usava la violenza come pane quotidiano: pestavano pusher insolventi, sequestravano padri per ricattare i figli, come quel caso a Sulmona.
E poi le ombre di Rebibbia. I boss, anche da dietro le sbarre, comandavano tutto. Intercettazioni che gelano: assegnavano celle, ordinavano pestaggi. Il carcere bucato come un colabrodo.
Da Napoli, il clan Senese dettava legge. Quei vicoli di Secondigliano, con la loro fama di faide infinite, sembravano rivivere nelle periferie romane. Urgenza palpabile, attenzione pubblica alle stelle.
Ora 18 in manette. Ma il Tuscolano respira? E se i tentacoli del Senese si rigenerano? La città attende, con il fiato sospeso.
