Editoriale
Svolta choc a Napoli: gip derubrica evirazione, lesioni per gelosia
Un coltello da cucina affondato nell’inguine del marito addormentato. Vendetta spietata in un appartamento di Angri, a due passi dal caos di Napoli.
La 35enne di origine bengalese resta in carcere. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore. Lesioni gravissime, aggravate da arma, premeditazione e vincolo coniugale. Pericolosità sociale alle stelle.
Venerdì sera, via Porta di Basso. Quartiere popolare, muri scrostati, voci che filtrano dalle finestre. Lei gli fa ingoiare medicinali sedativi. Lui crolla sul letto. Poi il colpo secco, preciso. Nasconde il coltello in un mobile.
L’uomo si sveglia tra fitte lancinanti. Tre litri di sangue persi. Urla aiuto. I vicini chiamano i carabinieri. “Era pesto dal dolore, non riusciva nemmeno a stare in piedi”, racconta un testimone agli inquirenti.
Trasportato d’urgenza all’ospedale di Nocera Inferiore. Shock emorragico. I medici provano, ma l’organo genitale è irrecuperabile. Niente trasferimento a Napoli, troppo rischioso. Ora si parla di falloplastica con protesi. Lesioni permanenti.
Lei ammette tutto in aula. Assistita dall’avvocata Olimpia Vitale. “Mi pento, non volevo ucciderlo”. Ma il gip non ci crede. “Ha mirato lì apposta. Vendetta crudele, non omicidio. Lui era inerme, ma vivo per miracolo”.
Movente? La bigamia del marito. Prima moglie, un figlio. Lei si sente “seconda, solo per il sesso”. Gelosia bollente, pianificata a freddo. Tre aggravanti pesano sul fascicolo.
Angri trattiene il fiato. Napoli guarda, sa bene queste storie di rabbia domestica nei vicoli. Lei in cella. Lui in sala operatoria. E ora? La famiglia distrutta troverà pace? O è solo l’inizio di un’altra tragedia?
