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Domani abbattono Palazzo Fienga: 50 anni di terrore Gionta a Torre Annunziata
Domani le ruspe entreranno in azione. Palazzo Fienga, la fortezza della camorra a Torre Annunziata, cadrà sotto i colpi delle demolitrici.
È un simbolo che svetta da mezzo secolo nel cuore del Vesuviano. Per i Gionta, clan dominante fino agli anni ’80, è stato il quartier generale. Qui si decidevano traffici di droga, estorsioni, omicidi. Un bunker tra i vicoli stretti di via Plinio, dove la paura regnava sovrana.
“Era un mostro che divorava il quartiere”, racconta un residente che ha visto nascere e morire generazioni sotto la sua ombra. “Adesso, finalmente, respireremo”.
Lo sgombero nel 2015 richiese 400 agenti. Confiscato nel 2017 all’Agenzia nazionale dei beni sequestrati. Ora, il 5 maggio alle 12, la cerimonia. Presenti Salvini e Piantedosi, prefetto di Napoli Di Bari, sindaci Cuccurullo e Manfredi.
Giancarlo Siani ne scrisse per Il Mattino. Ucciso il 23 settembre 1985, dopo aver puntato i riflettori sui Gionta e i loro alleati Nuvoletta. Palazzo Fienga era già leggenda nera.
I lavori preliminari partiti ad aprile. Coinvolti procuratori Gratteri e Fragliasso, Anbsc, Demanio. Al posto del rudere, piazza e parco pubblico. Spazio per i bambini del quartiere.
Ma i Gionta sono ancora attivi. La camorra si adatta. Questa demolizione basterà a spezzare il ciclo? O è solo un altro capitolo nella guerra infinita di Torre Annunziata?
